Approfondendo l’argomento della vita altre la vita terrena ho trovato di particolare importanza questo lavoro di Stephan Allix non solo perché ha venduto più di 2 milioni di copie su un argomento ancora considerato un tabou, ma perchè l'autore ha lavorato per anni come un inviato di guerra per poi trasformarsi in giornalista d’inchiesta quando ha cominciato ad occuparsi di questo tema e quindi ha raccolto testimonianze sull’argomento con lo stile del reporter.
Le testimonianze che Allix ha raccolto in questo libro appartengono per lo più alla categoria che viene definita VSCD vissuti soggettivi di contatti con un defunto.
Allix stesso mette le mani avanti affermando che d’accordo le esperienze che ha raccolto sono soggettive, ma sottolinea che soggettivo non significa assolutamente che non accada ,soggettivo non è sinonimo di illusione o di allucinazioni.
Le testimonianze sono molte.
La compagna di un giovane fan di base jumping assiste al lancio del compagno che per un colpo di vento finisce contro la parete e poi precipita nel vuoto.
La ragazza corre dove a visto finire il corpo, viene bloccata dagli amici che cercano di convincerla a fermarsi li e in quel mentre vede nella sua mente il corpo del compagno caduto che si alza, le fa un cenno,sorride come per comunicarle :non preoccuparti, va tutto bene.
Ancora anni dopo quella ragazza conserva con estrema lucidità quei momenti nella sua mente ed è certissima di avere visto quella scena.
Poi quella esperienza ha avuto nel ricordo della protagonista quasi una continuazione quando nella camera ardente allestita nel paese vicino a dove si era verificata la caduta rimasta sola vicino al feretro e presa da assoluta disperazione la ragazza sente nuovamente la presenza del compagno come se qualcuno da lui incaricato le dicesse di andare perchè lui era altrove ma che tutto andava bene e lei si sentiva presa da una indescrivibile senso di benessere e di amore.
Nel medesimo periodo Allix viene a conoscenza della testimonianza di un amico di infanzia del giovane perito nell'incidente che non aveva potuto partecipare al funerale perché era lontano.
Mentre stava dormendo con la sua compagna, quest’ultima avverte con imbarazzo e una certo timore la presenza dell’amico defunto che fluttua sopra al loro letto per un lungo momento come se volesse dire di non preoccuparsi e per consolarli.
Ebbene il libro prosegue con una serie di interviste che descrivono esperienze analoghe.
Alix dice di essersi premurato di porre il problema della natura di questi fenomeni a un amico neuropsichiatra, Christophe Faurè, con vasta esperienza nel campo specifico di assistenza a persone che si trovavano a elaborare il lutto, di formazione laica e quindi non influenzabile da idee preconcette.
Quello psichiatra gli ha riferito che quel tipo di esperienze non ritiene che possano essere classificate come allucinazioni, perchè queste quando si verificano hanno altre caratteristiche sono indotte da sostanze particolari o comunque non sono mai episodi singoli ed hanno natura invasiva.
Non sono neppure episodi deliranti perchè questi durano ore se non giorni e portano a un deterioramento psichico.
Mentre le VSCD si presentano come episodi che non manifestano altre manifestazioni bizzarre e sopratutto regolarmente producono effetti positivi nelle persone che li sperimentano.
Lo stesso Allix ha avuto colloqui interviste con numerosi altri esperti scientificamente qualificati ed ha da loro avuto conferma del fatto che queste esperienze sono parecchio diffuse e che quindi è strabiliante vedere come il pregiudizio materialista - scientista sia così diffuso nella società contemporanea da fare barriera anche alla sola presa di conoscenza dei fenomeni stessi.
In conclusione l’autore dice che questi fenomeni sono giudicati non spiegabili dagli uomini di scienza che ha intervistato, che però in molti ne sono bene a conoscenza.
A suo parere anche queste esperienze VSCD confermano quello che filosofie e spirtualità ci dicono da sempre e cioè che la vita non si interrompe con la morte ma continua immutabile in una evoluzione continua.
Non ci condanna perchè offre uno spazio di evoluzione continua e le prove che la vita ci pone da affrontare sono una occasione di conoscenza e di crescita che dovremmo affrontare con questa consapevolezza fino a concepire che non ha senso odiare nessuno perchè chi ci induce all’odio non fa altro che spingerci ad allargare il nostro spirito superando i limiti del nostro io ed elevandoci da lui, andiamo oltre o meglio andiamo sopra, è possibile.
Le prove sono un apprendimento.
La vita ha senso se ci decidiamo ad accettare la presenza costante della sua dimensione spirituale.