Dopo aver letto e
recensito i tre libri. coi quali Federico Faggin ha enunciato e
divulgato la sua teoria del “panpsichismo da informazione quantica”
(elaborata insieme al fisico Prof. D’Ariano), mi ero ricordato di
avere in biblioteca questo libro scritto da Angela, in prima edizione
nel lontano 1978 e poi abbondantemente ristampato, e di non averlo
ancora letto.
Perchè questo
accostamento?
Perchè Angela padre
è stato, senza ombra di dubbio, il più efficace e noto divulgatore
scientifico, che abbiamo avuto nel nostro paese e quindi sapendo, che
nei sui saggi ha sempre sostenuto a spada tratta l’assoluta
primazia della visione della fisica classica ,per addivenire alla
conoscenza del mondo che ci circonda, volevo vedere se ,nell’ambito
di quel punto di vista ,si potesse trovare uno spazio per la teoria e
la conseguente visione del mondo di Faggin.
Il libro del quale
stiamo parlando è una serrata e documentatissima critica dei
comportamenti paranormali esaminati, per concludere, che
assolutamente nessuno di quegli eventi è mai stato riconosciuto né
è riconoscibile dalla scienza, come un accadimento ,che sfugge alle
leggi della fisica, e che troverebbe quindi le sue cause in una
manifestazione di parapsicologia, causata da forze occulte.
Sappiamo che Angela
è stato il promotore della fondazione del CICAP (Comitato Italiano
per il controllo delle affermazioni sul paranormale) nel 1989, con
scenziati illustri e ricercatori più o meno noti, con lo scopo di
promuovere l’uso del metodo scientifico ed il pensiero critico,
smascherando nel contempo, chi cerca di accreditare pseudoscienze,
magari in buona fede, ma non di rado anche per lucro.
Ecco, arrivati a
questo punto, chiariamo subito ,che l’enorme sforzo fatto da un
personaggio della statura di Federico Faggin (inventore e costruttore
del primo microprocessore e del primo schermo tattile) per formulare
una teoria, in grado di conciliare la visione del mondo della scienza
classica e quella delle spiritualità, usando la fisica quantistica,
non ha nulla a che fare con quella che Angela chiama parapsicologia e
che riguarda fenomeni come telepatia,
chiaroveggenza,precognizione,psicocinesi,poltergeist,comunicazione
con le piante,sedute spiritiche,fotografia del pensiero,fotografia
Kirlian,bio-feedback,astrologia, sogni premonitori,sensazioni di deja
vue,profezie,medium, veggenti,sensitivi.
Ho riportato
volutamente l’elenco ,che si trova nell’ultima di copertina,
perché è pressochè completo.
Da quel che si
deduce dalla lettura delle quattrocento pagine del libro, la sua
stesura è costata all’autore un lavoro immane, andando a
intervistare un numero incredibile di celebri sensitivi, ma
sopratutto di esperti, in grado di svelare, che ,regolarmente ,dietro
a quei fenomeni, non c’era altro che una spesso grande abilità
manipolatoria, di chi si esibiva, usando trucchi molto efficaci.
Questo di Angela è
un libro interessantissimo non solo perchè che ci conduce dentro in
profondità in un mondo che fa notizia , ma che ben pochi conoscono,
ma perché, svelandoci quasi tutti i trucchi di quel “mestiere”
,di fatto ,mette insieme senza volerlo, un piccolo prontuario di
psicologia.
Ed è stato
costretto a farlo, perché diversamente ,non avrebbe potuto spiegare
cose contro-intuitive.
Una per tutte.
I sensitivi, alcuni
dei quali, in certi tempi, erano diventati molto famosi, denotando
una incredibile perspicacia prioprio da psicologi, avevano convinto,
nel corso del tempo ,alcuni scienziati di notevole fama, alcuni dei
quali addirittura premi Nobel ,a partecipare al loro “spettacolo”
,per poi chiedere loro di voler rilsciare gentilmente un loro
apprezzamento, oggi si direbbe un “like” o meno.
Fatto sta che, quasi
sempre, alcuni gruppi di scenziati hanno pubblicato relazioni
entusiastiche su quello che avevano visto ,dichiarando anche ,che a
loro avviso quegli avvenimenti andavano,oltre le leggi della fisica
conosciute.
Come mai ?
Angela ci svela il
mistero.
Cadendo in un errore
logico elementre, le opinioni pubbliche, tendono a fare nella loro
mente un sillogismo che non stava in piedi : se degli scenziati,
dicono che questi sensitivi ,fanno cose che vanno oltre le leggi
fisiche da loro ben conosciute, c’è la prova ,che esistono forze
oscure e che questi sensitivi le posseggono.
Il problema è
questo : gli scienziati sono delle eccellenze nel loro campo ,ma sono
del tutto digiuni delle tecniche ,delle abilità, e dei…..trucchi
,che i sensitivi sono capaci di produrre.
Scrive infatti
Angela, se questi sensitivi avessero consentito, che fra gli
scenziati, fosse presente un qualunque professionista di quelle
“arti”, sarebbero stati immediatamente smascherati e gli
scienziati si sarebbero risparmiati delle obiettive brutte figure.
Ma non è mai
successo ,nemmeno una volta.
A ognuno il suo
mestiere.
A parte i trucchi da
prestigiatore e l’abilità manuale ,che questi sensitivi
acquisisono con l’allenamento, c’è proprio l’uso di conoscenze
,magari solo pratiche o magari anche teoriche, tipiche della
psicologia, usate per manipolare le persone.
Forse il più
elementare è mettere in atto la capacità di fare concenrare
l’attenzione del pubblico su una cosa precisa, distraendolo ,da
qualsiasi altro settore.
Per esempio, nelle
sedute spiritiche, è stato appurato ,che mantenendo l’ambiente
scuro, con una fioca luce rossa ,da camera oscura, ma a bassissima
potenza, i collaboratori del medium possono andare e venire ,vestiti
ovviamente di nero, facendo le veci del defunto ,che dovrebbe
materializzarsi con qualche atto, un verso, una frase, un rumore
eccetera e nessuno si accorge dei loro movimenti.
Ma in quasi tutte le
altre forme di “spettacoli” ,la presenza ,non notata ovviamente,
di collaboratori del sensitivo ,si rivela fondamentale, perché sono
costoro che, con segnali e gesti in codice, comunicano al sensitivo
,quello che vuole rivelare: la carta, un numero, un disegno,
eccetera.
Il libro è una vera
miniera di tutti quesri trucchi.
Ed è stato di
grandissima utilità, ad esempio per smascherare a suo tempo, le
pericolose ciarlatanerie dei presunti “curadores” ,filippini o di
altri paesi.
Si tenga presente un
altro fatto appurato, che è totalmente illogico e contro-intuitivo :
chi vuole credere, anche se messo di fronte alle prove dei trucchi
usati dai “sensitivi”, continua a crederci.
Siamo tutti
purtroppo dei creduloni per tendenza innata della nostra psiche, come
ha avuto modo di dimostrare un’altro scenziato e divulgatore ben
noto come Telmo Pievani.
Ecco, le cose che ho
sopra accennato, sono veramente di grandissimo interesse.
Ma prima di chiudere
,vorrei tornare alla domanda ,che mi ero posto per mio interesse
personale, circa la teoria del panpsichismo di Faggin, immaginando
come verrebbe trattata da Piero Angela.
Il peronaggio
Angela, lo abbiamom tutti conosciuto nelle sue numerosissime
trasmissioni, era una persone di una cortesia da vero gentleman ,e
queste sue nobile qualità ha permeato anche la trattazione di tutto
il libro.
Infatti ,anche
quando smaschera i trucchi più vistosi, non si lascia andare mai al
minimo cenno di dileggio, ma al contrario, ribadisce che molti di
questi “sensitivi” ,probabilmente erano in assoluta buona fede ,e
credevano davvero di possedere poteri eccezionali ,oltre la scienza.
Ma su certe
convinzioni Angela non è mai stato equivoco.
E’ chiaro che non
è stato un “credente” nella parapsicologia.
E pur avendo
rispetto per le religioni, credo che ,non sia mai stato nemmeno un
“credente” in quelle “fedi”.
Ma lui stesso, in
questo libro, ci dice che secondo lui scienza e religioni possono
tranquillamente convivere, purché ognuna delle due ,si accontenti di
rimanere nel proprio campo e non pretenda di andare a predicare nel
campo dell’altro.
Ecco, però, il solo
parlare di religioni e non di spiritualità, ci fa capire ,che
probabilmente Angela rispettava ,ma non aveva un suo particolare
interesse per l’”oltre” la scienza.
Peccato perché
questo non è solo il campo fin troppo rivendicato dalle religioni,
ma è sopratutto quello delle “spirtualità” ,che sono da sempre
andate”oltre” le religioni istituzionali.
Non lo dico per
cercare il pelo nell’uovo, perché personalmente ho una grandissima
stima di Angela, per quello che ha fatto e credo che gli dobbiamo
essere grati per avere fondato il Cipas, con tutto quello che
rappresenta, ma non riesco a non pensare a quali ulteriori campi si
sarebbero aperti, se una personalità con le abilità che gli
riconosciamo avesse frequentato di più i territori della
spiritualità e della filosofia perennis!