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giovedì 12 ottobre 2023

Will Witt Do not comply. Taking Power Back from Amarica’s Corrupt Elite Ed. Center Street Hachette Book Group . Sept.2023

 



Spulciando fra i libri di recente uscita, mi ha incuriosito il titolo piuttosto “gridato” e divisivo, come si dice oggi.

Quando ho cercato di approfondire, mi ha ancora più incuriosito per una serie di ragioni.

La prima è che l’autore è molto giovane, dato che non è nemmeno trentenne.

Nonostante la giovane età ,viene descritto come autore di un precedente best-seller.

Ma ancora più interessanti ,sono le notizie che si possono trovare su di lui dai motori di ricerca.

Da queste fonti apprendiamo che Will Witt sarebbe un ormai affermato influencer, con base in Florida, descritto fra le righe,come l’ideologo del governatore di quello stato, Ron DeSantis, al momento, unico concorrente credibile alla nomination repubblicana ,per la corsa alla presidenza del 2024 ,in concorrenza con Donald Trump.

Appurato questo, come facevo a non leggere subito il suo libro?

Premetto, che il precedente best-seller dell’autore è intitolato : “How to win Friends and Influence Enemies”, cioè è uno di quei manuali ,che piacciono tanto e da sempre agli americani, ma che sono meno diffusi da noi, del tipo : “come diventare ricco in quattro mosse”.

Quindi ,non materiale di livello particolarmente elevato.

Ma questo libro : “Do not comply” è di livello abbastanza buono ed è consigliabile leggerlo, proprio perché si presenta, diciamolo pure, come un “manifesto” del conservatorismo politico americano, scritto bene e in modo accattivante, seguendo un po', alcune vicende autobiografiche dell’autore.

E’ singolare che sia comparso in libreria, praticamente in contemporanea, con l’apparire in Italia dell’analogo fortunato volume del Generale Vannacci ,del quale abbiamo parlato pochi giorni fa

(http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/2023/09/roberto-vannacci-il-mondo-al-contrario.html), e del quale abbiamo detto, che potrebbe essere utile appunto come un leggibile manifesto della destra politica italiana.

Leggendo questi libri, non si può fare a meno di constatare, che il progressivo inaridirsi, fino alla consunzione ,delle varie forze politiche di sinistra o progressiste ,di derivazione socialista in Occidente, ha portato alla nascita di una sempre più diffusa ideologia “populista”, che sposa incredibilmente proprio quelli che erano i cavalli di battaglia delle sinistre : prima di tutto, la lotta frontale alle élites ,descritte come corrotte e dedite a metodi di indottrinamento e manipolazione subdoli.

Ma i lettori, non più giovanissimi ,si ricorderanno gli slogan del famoso “sessantotto” ,nei quali sbrigativamente, si diceva ,che il grande Satana era da ricercare fra gli, allora, quasi misteriosi padroni delle multinazionali, veri gestori occulti del mondo.

Siamo tornati allo stesso punto ,ma a parti inverse.

Il povero Marcuse (il filosofo influencer di ultra sinistra, allora il più seguito dai sessantottini) si rivolterà nella tomba ,ad apprendere che le sue linee guida ,sono ora finite nel manifesto della destra repubblicana americana.

Ma obiettivamente, se Marcuse e i Sartre, erano pressoché illeggibili per lettori non ideologizzati, autori come questo Witt, sono molto più alla portata di tutti.

Non stanno a filosofare sulla alienazione delle masse proletarie, ma ci parlano di temi molto più reali, terra a terra, verificabili e verificati nella vita quotidiana di chiunque.

Eccoli qui i “puppari” che muovono le “multinazionali” ,diventate nel frattempo globali e, ora sì, per lo più, di potere monopolistico : Big Pharma; Big Tech e Big Media, messe alla berlina dalla destra e non dalla sinistra.

Ce le abbiamo sottomano tutti i santi giorni ,perché siamo gli utilizzatori dei loro gadget.

E che siamo contemporaneamente sia utilizzatori -consumatori, più o meno compulsivi, sia utilizzati da loro, in quanto, noi siamo anche loro fornitori dei nostri dati, che per loro hanno grande valore ,per “profilarci” e ricavare una infinità di informazioni utili per il loro business, nessuno di noi è tanto fesso da non averlo capito da tempo.

Doppiamente interessante, leggere critiche serrate e documentate ai big, sopra elencati ,da parte di un astro nascente di quella destra.

Come nel libro del Generale, non poteva mancare una critica, qui forse meno marcata del previsto, alla teoria “gender” che imperversa in America ,come da noi.

Ma rispetto al libro del Generale, Witt ha chiaramente una sua particolare ispirazione ideale, che è tipicamente americana.

La proclamazione pubblica ai quattro venti della sua fede religiosa cristiana, come proposta ispirazione per la soluzione dei problemi politici, che aveva analizzato nei primi due terzi del libro.

Non è una novità, le inverosimili contraddizioni degli Stati Uniti ,ci propongono un contenitore di tutti i vizi alla Las Vegas e le mega chiese ,ancora parecchio frequentate, dove si canta e ci si commuove, alle infuocate prediche di brillanti influencer religiosi, che certo non disdegnano il biglietto verde, come faceva San Francesco.

Ricordo ancora il mio stupore ,quando ai tempi delle guerre di Bush andandomi a cercare l’originale di certi suoi discorsi, mi sono imbattuto in un enorme crocefisso ,che compariva niente meno che nel sito istituzionale della Casa Bianca.

Questa è l’America e non da oggi.

Lo ripeto, val la pena di leggerlo questo libro ,per capire quanto è complessa l’America e come i criteri, tipo destra-sinistra ,ai quali ci affidavamo fino a ieri ,per cercare di capire la politica di oggi, siano orma ferri vecchi.





lunedì 4 settembre 2023

George Friedman : The Storm Before the Calm .America’s Discord, the Crisis of the 2020’ and the Triumph beyond . Ed. Anchor Books – recensione

 




Sono al secondo libro di George Friedman e so già che non mi fermerò qui.

Questo solo vuol dire qualcosa.

Stiamo parlando del più noto analista di geopolitica, che è talmente sicuro di, sé da non temere di farsi chiamare nelle recensioni “forcaster”, colui che fa le previsioni.

Evidentemente tutti gli hanno perdonato il fatto di avere previsto erroneamente, nel suo primo saggio importante, una probabile guerra col Giappone nel 1991 (The coming war with Japan), perché?

Perchè i ragionamenti e le analisi sulle quali appoggia le sue previsioni sono talmente solide, dal punto di vista razionale ,che chiunque è in grado di capire ,poi, che in un equazione complessa a più variabili, un’evento inaspettato, il caso, o la mano umana possono portare a soluzioni impreviste.

Lo stesso Friedman giustamente ricorda il famoso caso verificatosi nei primi anni 70 ,quando, una eletta schiera di eminenti scienziati,intellettuali e imprenditori ,riuniti dal Club di Roma, aveva per la prima volta fatto un’analisi approfondita di dove sarebbe andato il mondo, nei decenni successivi, se fossero rimasti costanti i principali parametri di sviluppo in atto.

Quel rapporto prevedeva, come è noto, che per il 21 secolo sarebbe stata la catastrofe, a causa sopratutto dell’allora incontrollato trend demografico.

Le cose fortunatamente sono andate in un altro modo, usufruendo dell’enorme balzo, fatto dalla tecnologia, che ha concesso di aumentare enormemente ,tra l’altro, le risorse agricole, ma allora non era prevedibile un simile evento.

Questo libro raccoglie il succo del Friedman pensiero.

Per darvi un’idea di quanto pesi questo pensiero, vi dirò, che dopo aver letto questo libro, mi è capitato di vedermi ,per caso, su YouTube, l’intervento di uno dei più importanti analisti italiani di geopolitica ,specializzato sull’America.

In quell’occasione, non ho potuto fare a meno di ridacchiare con mè stesso, perché il filo conduttore di quell’intervento, non era altro che un’ottima sintesi del Friedman pensiero.

Per capire di avere a che fare una mente eccezionale, non ci vuole molto, ma proprio per questo, mi sono andato a leggere il suo profilo su Wikipedia ,aspettandomi di vedere da lui occupata una qualche cattedra, in una delle Università della Ivi League, ma ho dovuto constatare ,che non è un accademico ,anche se scrive, ovviamente ,sulle più prestigiose riviste del settore.

E ho anche dovuto constatare, che i suoi libri non hanno né ricche note esplicative, né bibliografia, come usa nei saggi accademici.

Troppa sicurezza di sé, che arriva fino all’arroganza intellettuale?

Ma potrebbe anche essere, se non , che leggendolo si rimane ammaliati dalla lucidità e dalla profondità della sua analisi.

Lo confesso, alla prima lettura sono rimasto un po’ perplesso dal suo approccio, basato sulla individuazione di due trend fondamentali nella storia americana dalla fondazione in poi.

Uno di carattere istituzionale e di durata intorno a 80 anni e l’altro di carattere socio economico di minore durata (50 anni).

Non dico che sia azzardato, ma certo, ci vuole coraggio a ipotizzare costanti storiche ,così difficili da dimostrare.

I fatti sui quali appoggia il suo ragionamento sono però ,effettivamente convincenti.

Seguendo la procedura sopra indicata, secondo Friedman, le prossime elezioni presidenziali del 2024 (o quelle immediatamente successive) saranno l’inizio della fine del ciclo precedente e l’inizio di quello successivo.

Che l’America sia oggi in una grave crisi di identità, non lo ha certo inventato Friedman.

L’episodio dell’assalto al Congresso ,del 6 gennaio 21, è stato troppo clamoroso ,in tutti i sensi, per far capire a chiunque, che c’è qualcosa di serio che non va, e che la classe politica non sa come venircene a capo.

Do solo un accenno, perché l’argomento è troppo serio per riassumerlo in due righe.

Friedman ipotizza due settori principali nei quali i suoi connazionali debbono intervenire, per frenare la deriva e rimettere in sesto il paese.

La prima, è la gestione delle università, che secondo la sua puntuale e profonda analisi, sono la madre del classismo tecnocratico, che gestisce il potere vero nell’America di oggi.

Leggetelo attentamente questo libro, scoprirete lidi sconosciuti, che però, dopo la lettura, vi risulteranno chiarissimi.

Se volete un assist ,non dico più leggero, ma più accattivante ,sì, vedetevi prima qualcuno dei podcast di Francesco Costa sempre su YouTube, o leggete qualcuno dei suoi libri a cominciare da quello illuminante sulla California (https://gmaldif-pantarei.blogspot.com/2022/11/francesco-costa-la-fine-del-sogno.html).

La tecnocrazia che regge l’impero americano.

Questo è il vero argomento del libro, se non si hanno le idee chiare su questo punto, non si capisce niente del resto.

Altro settore, nel quale occorre intervenire ,per frenare la deriva ,secondo Friedman, è la situazione nella quale si trova la governance (governo federale e Presidente sopratutto).

L’Autore descrive accuratamente l’evolversi nella storia di questi istituti.

Da una presidenza debole ,perché così voluta dai Padri fondatori, a una presidenza strapotente e imperiale, più o meno suo malgrado, senza che nulla sia cambiato nella forma della Costituzione.

Da Pearl Harbor alla distruzione delle torri gemelle è nata e si è sviluppata una miriade di agenzie securitarie , che sono diventate potentissime.

Ora occorre a parere di Friedman un ri- bilanciamento dei poteri, che potrebbe venire da una ridefinizione del rapporto coi poteri locali.

Gli argomenti sono complessi, ma se volete capire l’America questo libro è un must.

In chiusura ,ripeto quello che avevo già osservato, recensendo il libro precedente di Friedman,

(http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/2023/08/george-friedman-americas-secret-war.html)

perché mi sembra estremamente significativo.

Quello che trovo estremamente accattivante in questo autore è il suo modo diretto e trasparente di parlare.

Finalmente un americano ,che non ha la minima ritrosia, di parlare apertamente di impero e di colonie, non riferendosi all’impero romano, o a quello di sua maestà britannica dei libri di storia, ma a quello americano di oggi con le sue 7 flotte e i paesi europei, che fanno finta di niente ,per non doversi vergognare.







giovedì 23 febbraio 2023

Emanuel Pietrobon : L’arte della guerra ibrida . Teoria e prassi della destabilizzazione . Prefazione di Salvatore Santangelo . Editore Castelvecchi - recensione

 



Qualsiasi libro, è ovvio, è per tutti.

Se uno volesse rivolgersi solo a un ristretto numero di persone le raggiungerebbe con report per email ,non perderebbe tempo a scrivere un libro.

Anche questo libro quindi è quindi nato per essere letto da tutti, ma mi ha colpito il fatto che l’autore l’abbia qualificato con precisione come un “manuale”, diretto sopratutto agli analisti ed ai decisori, cioè alla classe politica.

Che significa? Evidentemente l’autore è convinto ,a ragione, che la materia che tratta : guerra ,guerra ibrida ,cioè condotta con mezzi diversi da quelli materiali, destabilizzazione, sia così poco praticata da richiedere la pubblicazione di un manuale in proposito.

Dopo aver letto il libro ho capito perchè.

Ed è una scoperta, nè bella, nè confortante.

Leggendolo scoprirete che non che tutto quello che sapete in proposito è falso, ma quasi.

Non vi nego che il libro è fatto talmente bene come livello di costruzione logica e di documentazione che a un certo momento vi viene la tentazione di guardare tutto. ma veramente tutto ,con sospetto ,temendo di vedere azioni malevole dietro anche alle nostre esperienze quotidiane.

Figuriamoci poi quando ci si rivolge ai rapporti fra stati e peggio ancora ai rapporti fra grandi potenze, globali o regionali.

Si rischia veramente di cadere nella paranoia.

In parte questo è un effetto voluto dall’autore, che ha scritto il libro proprio per toglierci dagli occhi le fette di salame, che il con conformismo e la pigrizia ,che ci vengono purtroppo naturali, e che i media solleticano, ci fanno patire.

Primum vivere e va bene, ma per vivere senza soccombere, primum svegliarsi dal torpore e guardare la realtà negli occhi.

A questo scopo prendiamo conoscenza di tutti gli infiniti trucchi che vengono usati dai poteri più vari per farci il lavaggio del cervello ,necessario a renderci pedine inconsapevoli di giochi che vengono fatti sulla nostra pelle.

Il panorama è aghiacciante,ma Pietrobon, però ,non è affatto un profeta di sventura, è tutto il contrario, ed ha fatto la fatica di mettere insieme questo “manuale” proprio per esortarci a reagire. Perchè evidentemente è convinto che lo sporco gioco di strateghi e influencer, che vogliono addirittura “riprogrammare” a loro uso e consumo i nostri cervelli può essere battuto.

Ma per farlo dobbiamo diventare consapevoli e per diventarlo non basta una fuggevole informazione, occorre dedicare almeno un po 'di tempo a studiarsi la questione.

Leggete questo libro!

Vedrete che poi sarete grati a Pietrobon di avervi fatto un grosso favore.