Visualizzazione post con etichetta religione-cattolici fondamentalisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta religione-cattolici fondamentalisti. Mostra tutti i post

mercoledì 22 giugno 2011

La morale “cattolica” taroccata del berlusconismo

La politica italiana attraversa da decenni una fase tanto sgangherata da produrre dei fenomeni incredibili, anomali, unici nel senso che non hanno né precedenti storici né casi analoghi all’estero.
Ma che non sono affatto innovazioni né produzioni geniali, semplicemente essendo dei non sensi in quanto illogici, sono appunto delle sgangheratezze.
Mi riferisco al fatto che il berlusconismo è riuscito ad assemblare a caso una pattuglia di politici, giornalisti e intellettuali, che si sono proclamati i soli e unici difensori ed interpreti di quella che ritengono essere la retta morale cattolica applicata alla vita pubblica.
1- primo fatto rilevante, ritengono costoro che esista una retta morale cattolica applicata alla vita pubblica e sociale che non ha nulla a che fare con la medesima retta morale cattolica applicata alla vita privata, poiche in questo campo ognuno sarebbe legittimato a fare quel diavolo che vuole.
Li si può capire, l’unico modo di essere berlusconiani con quello che Berlusconi combina nella vita privata e che difende come il suo “stile di vita” è quello di praticare e teorizzare questa drastica dicotomia fra vita pubblica e privata, che ovviamente nessuno può rinvenire in qualsiasi manuale di teologia morale , che invece teorizza l’esatto contrario.
Quei componenti della predetta pattuglia che hanno una reputazione da difendere come esponenti del mondo cattolico, se pure ovviamente della componente clericale- tradizionalista, tentano di salvarsi in corner nascondendosi dietro alla teoria della “ragion di stato” (vecchio arnese che non ha alcun senso nel mondo moderno e democratico) e che loro invocano per difendere la linea appunto della doppia morale che il Vaticano praticava prima di scaricare Berlusconi e secondo la quale se un uomo pubblico nella vita privata pratica abitualmente porcellate, ma come uomo pubblico fa approvare leggi giudicate favorevoli dallo stato del Vaticano, è giusto che la chiesa lo giudichi e lo sostenga guardando a quello.
La debolezza del ragionamento e la sua siderale lontananza dal messaggio evangelico (vedi Giovanni Battista che intima a Erode di cambiar vita a causa di Salomè) non necessitano di ulteriori argomentazioni.
Se poi passassimo dalla prospettiva cattolica a quella puramente civile, dovremmo chiederci che censo ha in un mondo secolarizzato sostenere come i wahabiti dell'Arabia Saudita che la morale civile può sostenersi solo sul fondamento metafisico di una religione rivelata con tavole della legge e un sistema di ricompensa per i buoni e condanna per i cattivi.
Non viene in mente a nessuno di questi intellettuali della destra l'eccelso livello morale ad esempio della morale civile stoica,secondo la quale la legge morale è ricompensa a sè stessa e quindi non è necessario basarla su alcun sistema metafisico, retto alla fin fine sulla paura della condanna e quindi più adatto al mondo dei bambini che a quello degli adulti, dove dovrebbe vigere il principio primo della responsabilità e non quello della paura del castigo?
E poi tutta la problematica sulla differenza fra "diritto naturale" e "diritto positivo" che è patrimonio di tutto il mondo democratico, ma che in Italia trova ancora ostacoli in questi difensori di un mondo distrutto e condannato dalla storia oltre due secoli fa?
2- il secondo fatto rilevante è che la pattuglia della quale si parla è quanto di più male assortito si possa immaginare.
Si va dai pochi cattolici ufficiali per lo più giornalisti di CL alla sottosegretaria Roccella ex radicale, alla storica Scaraffia pure ex radicale e da tempo promossa se pure saltuariamente editorialista addirittura dell’Osservatore Romano, per arrivare al caso credo unico al mondo degli atei devoti alla Giuliano Ferrara, che si è incapricciato del clericalismo da lui ritenuto indispensabile e insostituibile fondamento della religione civile, che non potrebbe essere invece fondata su alcuna morale laica, come in quasi tutto il resto del mondo occidentale, all’attualmente più defilato Senatore Marcello Pera, che da laico aveva discettato sul tema col Card.Ratzinger.
Ultimo arrivato l’ex islamico Magdi Cristiano Allam che come preparato teorico di un possibile islam moderato aveva suscitato parecchia stima e simpatia, ma che ora come cattolico ultraconservatore molto approssimativo non suscita né stima né simpatia.
3- Tutti costoro si sono esibiti in una improba e improduttiva fatica quando dopo l’ondata delle notizie delle notti presunte allegre del premier nostrano si sono dovuti confrontare con lo tsumami che ha travolto Dominique Strauss Kahn e che era giocoforza rapportare all’analogo chiodo fisso del nostro premier.
Ferrara e il Ciellino esperto di Madonne miracolose Antonio Socci hanno aperto le danze con diversi pezzi nei quali si scagliavano ostentando terribile livore contro il “moralismo” a loro pare ipocrita della sinistra, che non sarebbe legittimata a dire nulla in campo di giudizi morali perché avendo generato nel suo interno il famoso ’68 artefice di ogni forma di Sodoma e Gomorra sarebbe lei stessa la causa vera del basso livello morale della società attuale.
Personalmente sono convinto che se il ’68 è già passato alla storia come il tentativo (lo riconosco purtroppo non riuscito) di portare “la fantasia al potere”, il berlusconismo passerà alla storia come il movimento politico che ha portato (con successo) “la volgarità al potere”.
Il voler negare l’evidenza sia nel caso Berlusconi sia nel caso Strauss Kahn lo trovo prima di tutto un insulto all’intelligenza dei lettori, che prima o poi se ne accorgono e reagiscono.
Il fenomeno sopra descritto degli strani “cattolici” berlusconiani si può leggere da due angolazioni diverse.
Da parte berlusconiana è tutto sommato comprensibile, perché su questi argomenti scabrosissimi se uno vuol essere berlusconiano non può far altro che arrampicarsi sugli specchi con argomentazioni che non valgono la fatica di produrle.
Dalla parte del comportamento della chiesa, essendo lei sì legittimata a dire chi e che cosa è cattolico o non cattolico si fa un po’ fatica a perdonare la doppia morale che è stata sostenuta fino a ieri pur sapendo che tanti cattolici , che politicamente si ritrovano a destra come a sinistra
ne rimanevano scandalizzati in senso evangelico.
Fortunatamente, pur essendo i “fedeli” una schiera in costante restringimento, la struttura ramificata territorialmente in modo molto diffuso ha consentito alle gerarchie se pure in ritardo di avvertire l’irritazione della base che era già diventata indignazione e di decidere di abbandonare Berlusconi al suo destino.
Ma rimanendo in argomento,prima obbiezione : ammettiamo pure che le gerarchie si siano accontentate dei privilegi che il berlusconismo concedeva a piene mani insieme a leggi sulla bioetica con l’imprimatur vaticano, ma non potevano trovare qualcuno un po più qualificato per fargli fare la parte del “cattolico berlusconiano”? Come hanno fatto ad accontentarsi dei Ferrara, dei Pera, Rocella, Scaraffia, non c’erano più teologi nelle facoltà pontificie?
Seconda obbiezione : comunque uno pensi in campo cattolico con una sensibilità più tradizionalista o con una apertura al rinnovamento, non è sempre stato riconosciuto il principio primo che tutti ci si ritrova e ci si deve ritrovare nella scrittura?
Se è così, che c’entrano il potere ,l’imposizione di regole “cattoliche” con la coazione della legge civile, la ragion di stato ,con l’evangelo?

domenica 28 marzo 2010

Il Venerdì Santo 2010 è il giorno adatto per le dimissioni di Benedetto XVI

La stampa internazionale da giorni sta scrivendo che questa volta la chiesa cattolica non riuscirà a uscire da questa terribile storia dei preti pedofili ricorrendo ai soliti trucchetti.
Questa volta l’hanno fatta troppo grossa e per troppo tempo ed a livelli troppo altri per uscirne indenni, a meno che non si producano in atti clamorosamente in discontinuità col passato , cosa che invece è proprio quello che la gerarchia cattolica odia fare.
Il più importante settimanale tedesco, non solo per tiratura, ma proprio per prestigio conquistato sul campo, Der Spiegel nell’ultimo numero ha pubblicato un editoriale scioccante per i cattolici italiani , abituati ad “obbedir tacendo” .
Per farla breve diceva che la papessa dei cristiani luterani tedeschi si era subito dimessa dopo essere stata trovata alticcia al volante, in quando aveva ritenuto che la sua autorità morale fosse ormai non più percepita come credibile dopo la contestazione di una infrazione stradale .
Ed allora che dovrebbe fare il papa romano che si vede contestato dal forse più importante giornale del mondo il New York Times, non una contravvenzione stradale ma l’ accusa di avere coperto le nefandezze di due preti uno Father Murphy negli Stati Uniti nel Wisconsin ,accusato di avere abusato di 200 ragazzi sordi, ai quali avrebbe dovuto badare,molti dei quali hanno scritto poi per anni decine di lettere al Vaticano senza avere risposta, ma peggio ancora l’ arcivescovo del Wisconsin aveva scritto al Card. Ratzinger chiedendone la riduzione allo stato laicale di quel prete, senza avere nemmeno lui avuto risposta.
Un altro caso clamoroso è emerso nel suo paese in Germania proprio a Monaco,città della quale è stato Vescovo,il caso di Don Peter Hullermann ,per il quale l’arcivescovo avrebbe ricevuto dalle 700 alle 1000 segnalazioni.
Purtroppo questo fiero difensore della purezza dottrinaria, seguendo per temperamento e convinzione la dottrina e la prassi più tradizionalista della chiesa si è impiccato con le sue mani, quando da titolare del Sant’Uffizio, divenuto Congregazione per la dottrina della fede ha scritto a tutti e vescovi dell’Orbe per imporre la norma che i casi di pedofilia venissero avocati alla esclusiva competenza della sua congregazione, esattamente come la Santa Inquisizione,quattro secoli e mezzo fa’aveva avocato alla sua esclusiva competenza i casi di presunta eresia.
Dal momento che quel documento è agli atti di Santa Romana Chiesa ,ora i tentativi della curia di coprire il vertice dicendo che i casi specifici non erano stati seguiti direttamente da Card Prefetto sono aria fritta.
In qualsiasi organizzazione dal circolo del tennis alla multinazionale il capo è il responsabile, e porta onori ed oneri della istituzione che rappresenta.
Di conseguenza diceva lo Spiegel a maggior ragione il Papa romano porta personalmente la responsabilità di almeno quei due casi di copertura di situazioni pesantissime.
Per di più aggiunge, essendo lo stesso papa nei suoi cinque anni di Pontificato caduto incautamente in una serie preoccupante di errori che hanno peggiorato di molto i rapporti fra cattolici ed ebrei, fra cattolici e islamici, dando comunque l’impressione di non essere in grado di governare la Chiesa, con queste ultime vicende ha distrutto la credibilità della sua autorità morale e quindi per fare uscire la istituzione che presiede da questa situazione può solo dimettersi.
Maurine Dawd, editorialista al vetriolo del medesimo N.Y.Times di oggi rincara la dose dicendo che il conclave, che seguirebbe alle dimissioni del papa se volesse salvare la chiesa dalla caduta di ogni credibilità causata da queste vicende dovrebbe dimostrare di avere capito la necessità di una radicale inversione facendo proclamare dal balcone di San Pietro non il rituale “habemus Papam” ma un più adatto “Habemus Mama” cioè abbiamo una Papessa.
Nel mondo anglosassone seguono la logica , sono pragmatici e quindi sono abituati i problemi a risolverli, noi purtroppo nel nostro piccolo mondo antico siamo abituati a gingillarci in vuote dispute dottrinali o ideologiche per coprire la volontà di lasciare le cose come stanno.
Temo quindi che Benedetto XVI il prossimo Venerdì Santo non si dimetterà e lascerà che la Chiesa si vuoti a poco a poco.

martedì 9 febbraio 2010

Chi vuole la Chiesa dei misteri.

Sono uscito sconvolto dall'aver assistito alla trasmissione di Gad Lerner di ieri sera su caso Boffo e finanze vaticane.
Si fronteggiavano un appesantito e invecchiato Vittorio Messori ,prima penna del giornalismo “cattolico”, fiancheggiato da un pimpante Luigi Amigone, direttore della rivista di C.L. da una parte e dall’altra Vito Mancuso, teologo progressista, fiancheggiato da Adriano Prosperi storico laico della Chiesa, accademico di prima grandezza.
Al centro Gianluigi Nuzzi autore del best seller Vaticano S.p.A, documentante le malefatte della finanza vaticana , che ha venduto la bellezza di 200.000 copie non ostante l’oscuramento e l’autocensura dei media italiani e un giornalista di Avvenire, difensore d’ufficio di Boffo.
La parte del coro era sostenuta dal tipico popolo di Padre Livio di Radio Maria, pie donne provenienti da gruppi parrocchiali o di preghiera di Padre Pio.
Il primo argomento sparato da Amigone è stato questo : non è successo niente.
Inutile fare illazioni su presunte fazioni vaticane in lotta fra di loro.
Il caso Boffo è stato generato solo dalla imprudente volontà di Feltri di iniziare la sua direzione del giornale di Berlusconi con uno scoop clamoroso, che avrebbe danneggiato lo stesso Berlusconi.
Il più scafato Messori, probabilmente trovando deboluccia l’argomentazione del ciellino, ha sostenuto che sì anche lui era inizialmente dello stesso parere, ma che poi visto come si mettevano le cose si è convinto che verosimilmente in Vaticano sia in corso una resa dei conti fra diverse fazioni e in particolare fra i ruiniani,(dal Card.Camillo Ruini ex presidente della Cei per gli ultimi decenni, autore, per farla breve ,della discesa in politica della chiesa italiana) , che erano il vero bersaglio del caso Boffo da una parte e dall’altra Segreteria di Stato (Bertone) e Osservatore Romano (Vian) con in mezzo il vaso di coccio della Cei (il timido Bagnasco).
Lerner ha chiarito che da credibili illazioni e dalla posizione dei fans delle parti (per esempio insistenti articoli di Ferrara sul Foglio) Feltri sarebbe in grado di documentare che la famosa falsa velina che accusava Boffo di essere omosessuale e di avere molestato telefonicamente una signora sarebbe a lui pervenuta da parte dello stesso direttore dell’Osservatore, lasciando intendere la copertura della Segreteria di Stato.
Il povero Messori, che sul Corriere aveva scritto articoli di rara perfidia a carico di Boffo, si è trovato a mal partito, incalzato da Lerner.
Ha cercato di sostenere la tesi inverosimile che si riterrebbe amico di Boffo, ma è caduto nel tranello tesogli dal volpone Lerner quando ha ceduto alla vanità di confessare che dopo i suoi articoli aveva ricevuto numerose mail di incoraggiamento da molti autorevoli personaggi vaticani.
Messo all’angolo è venuto fuori veramente il peggio.
Il mite ma lucidissimo Mancuso aveva osservato che il cristianesimo si basa sulla fiducia della gente sul messaggio di giustizia e di carità del Gesù Cristo storico e che i comportamenti incoerenti della attuale gerarchia della Chiesa danneggiano la chiesa stessa e dimostrano la sua inadeguatezza rispetto al ruolo che ricopre.
Non l’avesse mai detto.
Immediata è stata la reazione, quasi rabbiosa , all’unisono di Opus Dei Messori e di C.L. Amigone.
Basta coi moralismi!
Il cristianesimo non è una morale, anzi Messori ,esprimendosi in inglese come una volta i preti che cercavano di incantare gli incolti parlando in latino, ha detto testualmente la morale è un “follow up”, prima viene San Paolo e il mistero della passione e resurrezione di Cristo.
Il ciellino rincarava la dose dicendo che anche i buddisti tibetani del Dalai Lama predicano giustizia e carita, bravo! aggiungeva Messori e anche Confucio diceva le stesse cose.
Il mite Mancuso a questo punto tendeva a incavolarsi replicando a muso duro, se pensate al giorno d’oggi di tirare in ballo il mistero quando non riuscite a trovare argomenti spendibili, siete messi male.
Il laico Adriano Prosperi ha dato il suo contributo per passare da una pseudo teologia a considerazioni sulla realtà delle cose e ha detto in sostanza che in Italiano l’atteggiamento di coprire le malefatte morali di personaggi importanti per il solo fatto che sono importanti si chiama ipocrisia e mancanza di trasparenza, ma non è servito a molto.
Lerner furbescamente a questo punto ha pensato di raffreddare il dibattito interpellando il coro delle pie donne.
Queste si sono dimostrate parecchio disorientate dagli argomenti pseudo teologici sul tappeto, sui quali non si sentivano in grado di interloquire, ma con pacatezza osservavano che sì in effetti pareva loro che Gesù Cristo avesse detto le cose che riportava Mancuso.
Le cose non sono migliorate quando si è passati all’argomento finanze vaticane, gestite per decenni da avventurieri di malaffare, come documentato da Nuzzi.
Tutto giustificato.
Per Messori la chiesa ha bisogno di molti soldi per finanziare ospedali scuole ecc. in ogni parte del mondo, per il ciellino il nero lo hanno fatto tutti, anche i comunisti e nessuno ha fatto inchieste su di loro.
Singolare che messi alle strette la pseudo teologia di CL e la pseudocultura del berlusconismo ricorrano agli stessi argomenti.
E questi (Opus Dei e Ciellino) moderni apologisti pensano di essere i depositari della verità e della fede e di difendere la chiesa con questi argomenti ?
L’argomento principe usato da tutti e due è stato questo : in duemila anni la chiesa, istituzione basata sul mistero e che è visibile tramite il maestro della ortodossia che è il papa con la gerarchia, ha dimostrato che se è corroborata da pastori santi, meglio, ma anche se è retta da maniaci sessuali come papa Borgia, sta in piedi e va avanti lo stesso.
Evviva.
Avete capito pie donne? La vostra chiesa si reggerebbe su questa penosa verità esposta a suo tempo dal fine teologo Marchese del Grillo : “io so’ io e voi non siete un c….o”
Non è il comportamento morale o immorale delle gerarchie, che induce alla fede o induce a lasciare la fede secondo Messori.
E questo è veramente il punto.
Lor signori non si sono accorti che la chiesa retta da gente che la pensa come loro non ha provocato per reazione scismi, come accadeva un tempo, ma giorno per giorno è divenuta tanto ininfluente sulla vita della gente da scomparire praticamente di scena dal nord delle Alpi all’Est Europeo e non è poco.
Bravo l’inguaribile trionfalista Messori quando ricorda che il cristianesimo vuol dire un miliardo di persone nel mondo.
Peccato però che si dimentichi di citare il resto del mondo : totale popolazione mondiale aggiornato ad oggi 6.801.400.000.
Vogliamo fare la percentuale dei cattolici come dice Messori? Viene fuori il 14,7%.
Lo sanno Messori e compagni che gli asiatici rappresentano il 60% della popolazione mondiale e che l’Asia è tutt’ora praticamente impenetrabile al cattolicesimo e quindi se in Europa le cose vanno male, fuori vanno anche peggio?
Non sarà che la gente non è poi così ignorante come viene da loro giudicata e non si accontenta più dei misteri,come faceva nel medioevo, ma vorrebbe argomenti un po’ più verificabili razionalmente?
Non sarà che la gente la pensi esattamente all’incontrario di come la si pensa nei corridoi del potere ecclesiastico dove vanno a raccattare le ghiotte notizie i Messori e gli Amicone, fra zucchetti viola (vescovi) o porpora (cardinali) ?
Non sarà che la gente ne sa abbastanza per capire da sola che i prelati che si occupano solo di lotte di potere , di soldi e di privilegi non hanno nulla a che fare con quel che Gesù Cristo che aborriva potere soldi e sommi sacerdoti e giorno dopo giorno semplicemente se ne va via e li lascia soli nei loro vistosi appartamenti?
“Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli dei cieli i loro nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Matteo 8,20).
Che parole formidabili,ma quanto lontane!

venerdì 4 settembre 2009

Le dimissioni di Boffo. Ma allora è vero, la Chiesa è allo sbando.



Possono vendercela come vogliono, ma da quando mondo è mondo arrendersi dopo l' attacco di un prevaricatore significa dargliela vinta.
Il prevaricatore ha vinto, un autorevolissimo esponente della chiesa, se pure senza tonaca è stato umiliato, cioè la chiesa ha perso.
Grazie papa Ratzinger.
Questo povero uomo non ne azzecca più una,da troppo tempo.
Quanto meno l'impressione che ne trae l'uomo della strada è duplice :
1)- la chiesa è sgovernata, cioè non comanda veramente più nessuno, ci sono fazioni in lotta di potere e nessuno è più in grado di esprimere una leadership;
2)- la chiesa non conta più niente o quasi se basta un Feltri qualunque (neo direttore del Giornale di Berlusconi) ma con dietro le spalle l'ombra del grande prevaricatore, perchè il direttore di tutti i media della chiesa italiana venga sputtanato per una settimana, e poi ,al di là delle inutili belle parole, costretto alle dimissioni.
Ce ne facciamo tanto delle belle parole di facciata di Bagnasco, di Bertone e chi più ne ha più ne metta, se poi il finto candido Messori (Opus Dei) sul Corriere di ieri scrive un articolo al vetriolo in perfetto stile curiale con quale ,con la scusa di riassumere i fatti per i lettori porta lo sputtanamento a un punto di perfidia del quale il povero Feltri non è assolutamente all'altezza, non avendo mai frequentato gli ambienti curiali, nei quali Messori è di casa e i veleni sono un'arte perfezionata nei secoli. (riassumo la parte più micidiale: ma come mai viene fuori il tribunale di Terni,quando il Boffo è del Nord Est? Semplice. Perchè è nella zona di Terni che c'è Don Gelmini e la sua comunità accusata di pederastia ,male molto diffuso e temuto nell'ambiente, il tutto riferito a voci fuori campo come nella tragedia greca, ma intanto presentato ai lettori)
Messori per la verità incentra il suo articolo affermando, che le gerarchie avevano fatto malissimo a sottovalutare la sentenza di Terni, della quale erano a conoscenza per tempo, prudenza avrebbe voluto che Boffo fosse spostato già da anni in una posizione meno esposta, e in questo non si può non concordare con Messori.
Evviva. Ecco come si dimostra la carità cristiana fra colleghi giornalisti cattolici!
Quasi immediatamente dopo l'articolo di Messori arrivano le dimissioni irrevocabili di Boffo.
La Segreteria di Stato (Bertone) è in contrasto con la CEI (Bagnasco) e queste non sono novità, la non riconferma di Ruini alla Cei e la sua sostituzione con Bagnasco significavano già che Papa Ratzinger voleva riportare i rapporti con la politica italiana sotto la direzione della Santa Sede, come i rapporti con tutti gli altri stati e che la pesante intromissione della Cei in politica effettuata negli anni di Ruini era se non sconfessata, almeno sotto esame.
Questi sono i fatti. Ma poi occorre ricordare anche il seguito. La Segreteria di Stato è diretta da un Bertone che ,è stato scritto e spiegato più volte, si trova isolato, ha pessimi rapporti con il resto della curia, in poche parole è uno che non conta ed al quale i colleghi non perdono occasioni di fare fare passi falsi.
Ma tutti sanno anche che il difetto più grosso sta nel manico.
L'attuale Papa dal momento dell'elezione ha dimezzato lo share dato dalle presenze alle udienze, in Piazza San Pietro e ancor peggio nei viaggi internazionali.
L'elenco delle figuracce che ha inanellato è lungo e lo abbiamo già elencato nel post del 20 marzo 2009.
Per di più il Leader Maximo non è molto amato dal popolo,e ormai la curia e tutti i potentati stanno studiando vie di uscita da una situazione che appare sempre più disastrosa per la salute della chiesa.
Veniamo alla CEI.
Ma che figura ha fatto il povero Bagnasco!, uomo mite ed equilibrato rispetto al predecessore Ruini, ma incapace di imporre una leadership.
Ogni vescovo ormai suona la sua campana pontificando su tutto. Fra un po saranno riconoscibili anche per i non esperti le correnti e le sottocorrenti come e peggio dei partiti politici.
Bagnasco si spende sbilanciandosi mediaticamente a favore di Boffo, ma poi lo lascia dimettere, dando così a vedere a tutti che ha dovuto subire un ordine pervenuto da oltre Tevere.
I Vaticanisti dicono che si trattava di una telefonata del Capo.
Se è vero,come sembra, Benedetto ne ha sbagliata un'altra.
Il Capo della Chiesa universale che cede al grande prevaricatore. Che vergogna!
E' ben altro quello che si aspettavano i fedeli.
Lo ripeto per l'ennesima volta,ormai la gente non perdonerà più alla gerarchia le sue continue incoerenze.

lunedì 31 agosto 2009

Fra Berlusconi e la chiesa italiana, chi casca per primo?




Nel post del 18 agosto avevo detto che in questo marasma nel quale versa il Paese e la Chiesa a mio parere la vittima non sarebbe stato Berlusconi, pure boccheggiante dopo tutte le notizie sul suo regime di mignottocrazia ma la chiesa cattolica italiana.
Il “caso Boffo” scoppiato l'altro ieri mi rafforza nella stessa convinzione.
I fatti sono noti.
Il neo direttore del Giornale di Berlusconi ,Vittorio Feltri spara in prima pagina la notizia di una condanna penale subita dal Boffo, direttore di Avvenire, quotidiano dei vescovi, riconosciuto colpevole di avere recato molestie a una signora, dice il Giornale perchè non lasciava libero il marito del quale era molto interessato il Boffo in quanto omosessuale. Il Giornale allarga un po' il quadro già abbastanza fosco e pesante a carico del Boffo pubblicando ampi stralci di quella che definisce una informativa di polizia che avrebbe fatto parte degli atti giudiziari dalla quale si evincerebbe che il Boffo era da tempo tenuto in osservazione dagli organi di polizia per le sue frequentazioni sessuali e che i vertici della Conferenza episcopale ne sarebbero stati da tempo informati.
Il giorno dopo la comparsa dell'articolo ovviamente scoppia il finimondo. Repubbica qualifica come patacca l'informativa dicendo che è accertato che non fa parte degli atti giudiziari e che probabilmente è una velina dei servizi segreti e che questo è un segnale di come Berlusconi si serve dei servizi dello stato per fabbricare dossier a carico dei suoi oppositori.
I Vescovi riconfermano piena fiducia a Boffo con enfasi abbastanza esagerata, stante il fatto che la condanna c'è e rimane anche se era del tutto ignota all'opinione pubblica ed al loro gregge di fedeli.
Boffo annuncia doverosa querela a carico di Feltri ma si difende in modo tutt'altro che cristallino.
Non dice se è o non è omosessuale, e sopratutto non dà notizia dei fatti, cioè non cerca nemmeno di spiegare perchè si è beccato una condanna penale patteggiata per molestie personali, un reato che non sembra dei più simpatici.
Con il suo stile curiale di sempre dice e no dice, ma sopratutto non dice, fa solo capire con linguaggio allusivo che Feltri deve essere venuto in possesso del materiale per lo scoop da un giovane giornalista, che deve avere motivi personali di ostilità nei confronti del Boffo, forse proveniente dallo stesso Avvenire.
Questo modo di scrivere ambiguo,ammiccante,alludente , quasi mai in modo diretto,tipico da monsignore di curia, senza avere al tonaca mi ha sempre urtato nel seguire la prosa del Boffo, creatura dell'era Ruini, che mi è ancora meno simpatico dello stesso Boffo.
Queste sue vicende personali migliorano certo la situazione.
Successivamente il Corriere per aiutarci a capire qualche cosa di più, aggiunge che le telefonate che hanno portato alla condanna per molestie alla persona, sarebbero provenute dal cellulare di Boffo, ma che l'autore sarebbe stato un ex ospite della comunità di Don Gelmini, che Boffo aveva preso come collaboratore e che lo stesso Boffo non si sarebbe mai difeso pubblicamente per non danneggiare la posizione di questo ragazzo.
Il problemino non da poco, che rende fosca anche questa parte della storia è che lo stesso ragazzo è nel frattempo defunto per overdose, sempre secondo il Corriere.

Per il Boffo, comunque vadano le cose, questa cannonata è ovviamente la fine della carriera.
Per Berlusconi può essere un azzardo ,che potrebbe però dimostrare la sua capacità di affrontare all'attacco ,con determinazione una situazione nella quale era finito abbastanza alle corde, può piacere ai suoi estimatori.
Il suo messaggio al Vaticano potrebbe essere decifrato in questo modo : attenzione, se continuate a beccarmi sulle mia vita sessuale ardita, guardate che io ho i soldi e altri mezzi per portare allo scoperto il verminaio anche sessuale ,che si nasconde all'ombra dei sacri palazzi e sono in grado di impallinarvi uno dopo l'altro o tutti insieme, come giudicherò opportuno, vedete voi se vi conviene.

Nei prossimi tempi vedremo come stanno le cose nel caso particolare.
Quello che è emerso è comunque più che sufficiente per capire non solo quanto è caduta n basso la politica italiana, cosa che ci era già nota, ma a come è vulnerabile questa chiesa italiana.
Direttore del quotidiano dei vescovi un elemento come il Boffo per di più da un sacco di anni.
Se questi erano gli uomini di Ruini complimenti Eminenz, li aveva proprio scelti bene.
Continuo a ritenere che su temi delicati e sfuggenti come quelli della così detta bioetica questa gerarchia ecclesiastica avrà buon gioco come l'ha avuto finora a fregare facilmente una massa di fedeli disinformata e sempre passiva.
Il premier esagera in festini a luci rosse e va bene. Gli italiani credo che non avrebbero molto da ridire sulla cosa in sé. Se si incavolano e vanno dai parroci a riportargli il loro sconcerto è per il fatto che il premier cerca di negare l'evidenza, senza avere bisogno di negare, dato che se confessasse le sue trasgressioni da sultano non solo sarebbe perdonato, ma anche invidiato dalla maggioranza degli italiani.
Ma i preti e sopratutto quelli con la tonaca sgargiante (cioè quelli dei piani alti), come pensano di cavarsela?
Gli italiani sono stati perseguitati fin da ragazzini dai tabù sessuali predicati e stra predicati e non potranno mai accettare le fumisterie da CL secondo cui è giusto che il Vaticano distingua fra giudizio su un governo e giudizio sulla coerenza della vita privata dei governanti.
Si sentono presi volgarmente per i fondelli se ora lo schieramento pretesco non prende apertamente posizione sulla vita privata del premier, che tanto non avrebbe difficoltà a pentirsi in diretta televisiva,come Clinton a suo tempo apparve in TV in preghiera con Billi Graham e pastori vari.
Gli italiani, sono convinto, perdonerebbero facilmente il sultano, ma non perdonerebbero mai i preti incoerenti.
Ma ora si è fatto un passo più in là.
Ora si è fatto il primo passo per smascherare lo stile di vita dello schieramento pretesco ai piani alti in prima persona e sappiamo tutti le cifre impressionanti che riguardano gli abusi sessuali e gli atti di pederastia negli Usa e in Irlanda, perchè in questi paesi si è già scoperchiato il pentolone.
Da noi qualcosa è emerso pubblicamente per i casi già finiti in tribunale, ma non è azzardato ritenere che il più sia rimasto sotto il tappeto.
Il prode Feltri, per tutt'altri fini ha alzato un lembo del medesimo tappeto, e per il Vaticano è emerso un pericolo mortale.
Gli italiani non li perdonerebbero. Un sultano licenzioso, per molti è perfino simpatico, un monsignore, o un collaboratore di monsignore no, gli italiani non li perdonerebbero.
Vedremo se ho ragione.

martedì 18 agosto 2009

Silvio le bouffon de l'Europe; Benedetto XVI con uno share in caduta libera : chi dei due ci rimetterà le penne?





Silvio al confessore di fiducia : “Padre, ho molto peccato : non sono un santo, sono stato utilizzatore finale di molte donne, ma non mi devo scusare con nessuno perchè come diceva brillantemente il Marchese del Grillo,Gentiluomo si Sua Santità, ai suoi compagni di bisbocce quando arrivava il Bargello ai tempi del Papa-Re : "io so' io e voi non siete in c....o"

Benedetto al confessore di fiducia : “Padre, ho molto peccato : ho fatto finta di non vedere e di non sentire che una personalità molto in vista, anzi la più in vista su tutte le tv, giornali e rotocalchi,che si proclama cattolico, faceva tutto quello che noi dichiariamo da secoli vietatissimo, anzi la cosa più vietata di tutte : fornicava!!"

I due padri confessori, come da diritto canonico (Canone 959) sono tenuti a dare l'assoluzione, qualora il penitente si mostri contrito e quindi tutti e due escono assolti con una modica penitenza.
E va bene, fatti loro, ma la loro assoluzione sacramentale non sposta di un millimetro la situazione pubblica dei due personaggi, tutti e due rimangono come minimo un po' inguaiati.
Se il lettore vorrà farsi un giro sul web digitando “Berlusconi and escorts oppure showgirls oppure solo Berlusconi” nella casella di ricerca di qualsiasi grande giornale internazionale si beccherà una grandinata di sarcastiche battute non solo sul pittoresco personaggio ma “urbi et orbi” sugli italiani “che non sanno stare decentemente a tavola, come del resto ben si sapeva!” dicono loro.
Di Berlusconi potrebbe anche non importarcene nulla, ma quando a bagno per causa sua ci andiamo tutti noi la cosa comincia a scocciare e parecchio.
Nessuno di noi può più illudersi di poter isolarsi nel suo backyard, nel giardinetto dietro la propria casa, oggi “lo straniero”, il “furest”, abituiamoci ad usare la lingua padana perbacco!, non ce lo toglieremo dai piedi mai più e di quello che pensa a casa sua o a casa nostra dobbiamo e dovremo sempre più tenere conto.
Da quel giro sul web che sarebbe comunque utile e consigliabile fare si ricava un leit motiv unanime, sia che i giornali consultati siano di destra o di sinistra o di centro o trasversali : in qualsiasi altro paese del mondo sviluppato l'opinione pubblica avrebbe costretto il soggetto pittoresco a tornare nel suo privato lasciando ogni carica pubblica.
E allora fra Silvio e Benedetto è pacifico che a lasciarci le penne sarà Silvio?
Non è affatto detto, anzi la mia personale opinione è che la vittima del via vai di belle e non illibate ragazze a Palazzo Grazioli e ville varie berlusconiane non sarà Silvio, sarà Benedetto e che l'istituzione che Benedetto rappresenta riceverà da questa storia una tale botta da rischiare il KO.
I Cardinali che andavano allegramente e spudoratamente a puttane nel sedicesimo secolo non produssero grande sconquasso agli occhi dei romani che non si meravigliavano più di niente, ma produssero grande sconquasso nella mente e nella sensibilità raffinata del monaco agostiniano Martin Luther in visita-pellegrinaggio a Roma.
Nella mente di quell'uomo pio, coltissimo e sopratutto risolutissimo produssero la scintilla che ha causato il più colossale scossone dei tempi moderni nella chiesa cattolica.
Il paragone può sembrare esagerato, ma non credo poi tanto, perchè la religione è una materia delicata e complessa che ha regole tutte sue.
Non è la filosofia che può produrre anche idee strampalate, ma che è sempre ai confini della matematica e della logica e quindi si sa che le regole del gioco non consentono a nessuna teoria di collidere in alcun modo con la logica.
La religione è fede cioè voler credere in miti, simboli, precetti, sentimenti, stratificati nei secoli.
E se per generazioni millenarie i cattolici hanno scelto di avere la vita condizionata da tabù sessuali, non c'è più papa che possa permettersi di girare la testa dall'altra parte.
Non è affatto un problema di disquisizioni teologiche e codicilli di definizioni dogmatiche.
Qui si parla di quello che dettano ,passatemi la espressione poco elegante, le sensazioni di pancia dei cattolici.
Credetemi, dopo millenni di indottrinamento ai cattolici anche i papi possono raccontare tutte le balle che credono,se lo credessero, ma non possono andare a dirgli che si può fornicare come si vuole.
Ancora peggio non possono andare a dirgli che lui può perchè lui è lui e noi non siamo un c...o, anche se l'autorevole pubblicista Vittorio Messori sostiene senza vergognarsi affatto questa tesi ritenendola intelligentissima e saggissima,per il bene della Chiesa.
Sarebbe il peggiore degli autogol.
Ma lo hanno fatto.
Il papa non ha detto questo esplicitmente, ma ha taciuto, pur comparendo sugli schermi televisivi tutte le sante sere mentre sui medesimi schermi si tentava in modo maldestro e infantile di non riportare per niente o di circoscrivere quello che tutti sapevano e che comunque potevano facilmente trovare attraverso altri canali.
Ma cosa credono i furbacchioni padroni dei media, che la casalinga di Voghera non vada su Facebook e non abbia figli e nipoti, che col computer ci vivono?
Dai cardinali all'ultimo prete sarebbe difficile trovarne uno che non abbia scaricato o letto tutto quello che c'era da scaricare sull'argomento, dalle foto, alle registrazioni agli articoli di giornali.
Ma il papa ha taciuto e la Conferenza Episcopale ha taciuto o sussurrato,o accennato vagamente,il che è anche peggio.
Non la passeranno liscia.
La gente ha realizzato di essere stata presa per i fondelli da chi pensa di poter imporre una morale ai peones e voltarsi dall'altra parte quando a “fornicare” è l'uomo di potere il cui faccione trabocca da tutti i media.
Tutti i peccati gli avrebbero condonato e gli hanno condonato, ma che i preti gli perdonino anzi ignorino "il peccato" perchè lui è lui e noi non siamo un "c...o", questo è troppo.
La pagheranno cara, loro, non l'uomo di potere, che ha già tutto e che alla loro faccia si è già divertito abbastanza.

venerdì 22 maggio 2009

Prima : Papa Wojtyla santo subito! Poi : Contrordine fedeli, non era poi così santo!


La preoccupante caduta continua e progressiva del pontificato di Papa Ratzinger deve aver convinto l'Opus Dei e una parte dei potentati vaticani della necessità di accorrere in suo sostegno, non per fare un piacere a lui personalmente, ma per evitare che la sua caduta si porti dietro il Papato e la Chiesa Cattolica e quindi anche il loro potere.
E' esagerato parlare di caduta? Per niente dopo che la stampa internazionale ha archiviato i sette e più scivoloni occorsi a questo Papa, che sembra destinato ad essere l'agnello sacrificale forse di una crisi epocale della istituzione che rappresenta.
La cadenza con la quale riesce a fare danni è impressionante.
Il recente viaggio in Israele è l'ultimo pasticcio in ordine di tempo ma non sarà sicuramente l'ultimo, sembra che vada a cercarsele con poco cosciente determinazione.
Ma neanche il più oscuro burocrate della Segreteria di Stato avrebbe potuto imbastire senza accorgersene la scemenza di combinare una visita ufficiale nella regione più calda del mondo nella data che coincide con la festa nazionale di Israele e quindi specularmente con la data che il mondo arabo palestinese chiama della “fitna” della catastrofe perché per loro rappresenta la perdita delle loro terre.
La appena cortesia con la quale il Papa è stato accolto dal governo israeliano era dovuta unicamente al calcolo che la visita medesima avrebbe rafforzato il flusso dei pellegrinaggi cattolici con conseguenti introiti per gli operatori turistici israeliani e palestinesi. Il neo-ministro degli esteri Lieberman lo ha dichiarato apertamente.
Tutto qui, il capo della cattolicità che va nei luoghi del fondatore della sua religione a fare quello che viene percepito dai suoi ospiti come uno spot turistico, riesce a peggiorare la diffidenza del rabbinato nei suoi confronti parlando di milioni di morti nella Shoà, ma pudicamente evitando di pronunciarne il numero in modo da rinfocolare la polemica sul negazionismo e non mette un piede a Gaza riuscendo a scontentare anche l'altra parte, quella palestinese.
Ma che c'è andato a fare si sono chiesti i giornali Israeliani senza saper trovare una risposta.
Ma veniamo a Wojtyla che pare proprio sia stato chiamato a fare le spese di questa spiacevole situazione del suo successore.
La cannonata arriva dalla prima penna italiana dell'Opus Dei, il prode Vittorio Messori.
Messori deve a papa Wojtyla quasi tutta la sua fama essendo stato coautore di un libro proprio con Papa Wojtyla, fatto questo decisamente inusuale.
Per questa ragione appare ancora più sorprendente l'intervento dello stesso sul Corriere del 20 aprile scorso con il quale tesse l'elogio del Papa regnante sottolineando con puntiglio i numerosi punti tutt'altro che marginali di divergenza fra lo stesso e il suo predecessore, andando giù abbastanza piatto.
In perfetto stile clerical - opus deista, Messori scrive :”La leale amicizia fra i due, divenuta presto affetto non impedì la perplessità del Cardinale (Ratziger) per alcune iniziative come le parate sincretiste di Assisi, le richieste di scuse per per le colpe dei morti, la moltiplicazione di viaggi a spese del governo quotidiano della Chiesa, l'eccesso di beatificazioni e canonizzazioni, la spettacolarizzazione dei di momenti religiosi, magari con rockstar sul palco papale e la scelta dei paramenti liturgici secondo le indicazioni dei registi televisivi”.
Contemporaneamente si viene a sapere, ovviamente perché qualcuno ha voluto farlo sapere alla stampa, che la causa di beatificazione di Papa Wojtyla langue, perché?
Perchè i personaggi più importanti dal Segreterio di Stato dell'epoca al Segretario del Papa, l'allora famoso Don Stanislao si rifiutano di andare a testimoniare o di aprire gli archivi dei carteggi di Wojtyla (che tra l'altro nel testamento ordinava di bruciare ma che il fedele Stanislao si è rifiutato di fare) , ma attenzione qui c'è “in cauda venenum” come è tipico dello stile curial – vaticano, si rifiuterebbero di testimoniare per non compromettere altre persone e lo stesso Wojtyla e si lascia intravvedere storie legate al fiume di denaro raccolto in Vaticano per andare a Solidarnosh danaro raccolto ovviamente in modo non molto ortodosso o comunque distolto dai fini per i quali era stato raccolto e peggio ancora rapporti con la polizia segreta polacca e sovietica che non si vorrebbero divulgare.
Ce n'è abbastanza per minare l'immagine di Wojtyla, ma non è finita.
Il settimanale di punta della corazzata mediatica Mediaset-Mondadori di casa Berlusconi, Panorama, in curiosa concomitanza con i primi espliciti attacchi delle gerarchie cattoliche al Governo in carica su immigrazione e veline,divorzio del capo etc pubblica un reportage pesantissimo di un suo redattore che ha appena dato alle stampe il libro di giornalismo- inchiesta intitolato “Vaticano S.P.A.”, basato su carte dell'archivio segreto di Mons Dardozzi, Consigliere del Segretario di Stato per la gestione dello IOR, la banca vaticana per vent'anni.
L'articolo è corredato da fotocopie di alcuni documenti fra i quali una comunicazione al Papa del presidente dello IOR che gli metteva a disposizione 72,5 miliardi di lire italiane da disporre a suo arbitrio.
E poi vai a parlare di Chiesa dei poveri !
L'articolo citato narra vicende molto peggiori dal transito per il Vaticano di tangenti di Tangentopoli, a soldi sottratti dalle somme che i fedeli lasciavano per le messe di suffragio dei defunti, da depositi delle suore che lavoravano nei manicomi, conti correnti criptati di imprenditori finiti in tangentopoli e di politici a cominciare da Andreotti.
Perché dare in pasto alla gente tutto questo orrore?
Come parte della campagna per l'insabbiamento di Wojtyla finalizzata a dare una ciambella di salvataggio a Papa Ratzinger prima di tutto data la consecuzio temporum.
Secondariamente come avvertimento diretto e brutale del Berlusca al Vaticano : attenzione che se mi volete affondare non andrò a bagno solo io!
Forse anche al Berlusca sono venute all'orecchio le voci che in Segreteria di Stato l'aria è cambiata nei suoi confronti tanto che alcuni movimenti di peso come Sant'Egidio sarebbero stati incoraggiati a perseguire il progetto : “tutti i cattolici da Casini che si unirà poi con Rutelli”riformando la DC,Berlusconi non è più affidabile, ma non ditelo a nessuno, è un segreto!

mercoledì 29 aprile 2009

Papa Ratzinger sempre più Pio IX e successori e meno Vaticano II


Avevo detto nel precedente post del 27 aprile che avrei completato il discorso sul cosa vuol dire andare indietro rispetto al Vaticano II documentando cosa c'era prima del Vaticano II ed in particolare quale era il pensiero dei successori di Pio IX in materia di lotta alla modernità.
Ecco di seguito un florilegio altrettanto scioccante:

Del successore di Pio IX che è stato Leone XIII si parla nel mondo cattolico per dire agli incolti fedeli che la chiesa con questo papa non è arrivata ultima ad occuparsi del sociale e delle classi lavoratrici, ma ha affrontato la questione sociale come e meglio di socialisti e comunisti.
Purtroppo non è così.

Dall'Enciclica “Quod apostolici muneris” del 28 dicembre 1878 (per fare mente locale siamo ben 30 anni dopo il Manifesto di Marx, 18 anni dopo l'unità d'Italia, 8 anni dopo Porta Pia,nello stesso anno l'anarchico Passannante uccide Umberto I, cade De Pretis e Benedetto Cairoli diventa Presidente)
“.....da qui viene che nella umana società è secondo l'ordinazione di Dio che vi siano principi e sudditi, padroni e proletari, ricchi e poveri, dotti e ignoranti, nobili e plebei, i quali.....si aiutino a vicenda a conseguire il loro ultimo fine in cielo”
“se accade talvolta che la pubblica potestà venga dai principi esercitata a capriccio e oltre misura la dottrina della Chiesa non consente ai privati di insorgere a proprio talento contro di essi affinchè non sia ancora di più sconvolta la tranquillità dell'ordine sociale..........la chiesa vuole che si affrettti il rimedio coi meriti della pazienza cristiana e con istanti preghiere”.

Dall'enciclica “Diuturnum” 29 giugno 1881
(il timore dei reggitori è debole fondamento del potere)......ma “ciò può essere massimamente ottenuto dalla religione la quale con la sua forza influisce sugli animi e piega le stesse volontà degli uomini, affinchè obbediscano ai reggitori”

Dall' Enciclica “Rerum Novarum” 15 maggio 1891 :
“l'uomo ha sui beni della terra non solo il semplice uso come i bruti,ma si ancora il diritto di proprietà stabile”
“E' diritto ineccepibile di natura la proprietà privata frutto di lavoro o di industria .......e ciascuno può ragionevolmente disporne come a lui pare”
traducendo in italiano o meglio in latino diritto romano “ius uteri et abuteri”, la negazione di qualsiasi discorso sociale
“obblighi di giustizia quanto all'operaio sono questi : prestare .....l'opera pattuita....non recar danno alla roba,nè offesa alla persona dei padroni; nella difesa dei propri diritti astenersi da atti violenti, nè mai trasformarla in ammutinamenti”
quindi traducendo in italiano : divieto di sciopero
“i poveri non devono arrossire della loro indigenza, nè sdegnare la carità dei ricchi”
“obbligo di carità dei ricchi e dei possidenti è quello di sovvenire ai poveri ed agli indigenti”

Dalla Istruzione della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari 27 gennaio 1902
“L'Azione Popolare Cristiana o Democrazia Cristiana......lontanissima da quella democrazia sociale....ha per base i principi della fede ...quello sopratutto di non ledere in veruna guisa il diritto della privata proprietà”
“la Democrazia Cristiana ha obbligo strettissimo di dipendere dall'Autorità Ecclesiastica, prestando ai Vescovi piena soggezione e obbedienza”
“gli scrittori democratico-cristiani come tutti gli scrittori cattolici devono sottomettersi alla preventiva censura dell'Ordinario tutti gli scritti che riguardano la religione, la morale ,l'etica”
“finalmente gl scrittori cattolici nel patrocinare la causa dei proletari e dei poveri si guardino dall'adoperare un linguaggio che possa ispirare al popolo avversione per le classi superiori della società”

Dall'enciclica “Immortale dei” del 1 novembre 1885
“Disobbedire al potere legittimo, qualunque sia la persona che ne è rivestita, non è lecito più di quello che sia l'opporsi al volere divino......Chi resiste alla potestà resiste all'ordinamento divino e quei che resistono ne riporteranno condanna. Quindi scuotere il freno della soggezione e turbare per via di sedizioni lo stato è delitto di lesa maestà, non pure umana, ma ancora divina”
“la Chiesa non cessò mai di rivendicare .......questa autorità perfetta e affatto indipendente.....e metterla pubblicamente in atto......altri non le riconoscono però la natura e diritti della società perfetta con vero potere di fare leggi, giudicare,punire...”
“Quando la religione cattolica sarà messa in pari dei culti acattolici non si terrà in alcun conto delle leggi ecclesiastiche e.....le verrà negata ogni ingerenza nel pubblico insegnamento.....la Chiesa insomma non sarà per lo stato che un'associazione simile a tante altre che sono e vivono in esso e se gode di diritti si dirà che ne gode per concessione dello stato”

Dall'enciclica “Au mileu des sollecitudes” 16 febbraio 1892
“Volere che lo stato si separi dalla Chiesa sarebbe per conseguenza logica volere che la Chiesa fosse ridotta alla libertà di vivere secondo il diritto comune di tutti i cittadini”

Dall'enciclica “Libertas” 20 giugno 1888
“segue dalle cose dette non essere lecito invocare, difendere concedere libertà illimitata di pensiero, di stampa, d'insegnamento e di culti come altrettanti diritti competenti naturalmente all'uomo, poichè se tali fossero si avrebbe il diritto di essere indipendenti da dio”.

Pio X allocuzione al Concistoro 9 novembre 1903
“...alcuni prendono scandalo di udire che nostro dovere è occuparci anche di politica...ma ognuno vede che il Pontefice non può nel magistero che esercita separare le cose di fede e di costumi dalla politica”.

Dall'enciclica “Vehementer” 11 febbraio 1906
“E' una tesi assolutamente falsa un errore pericolosissimo pensare che bisogna separare la chiesa dallo stato. Questa opinione si basa infatti su principio che lo stato non deve riconoscere alcun culto religioso ed è assolutamente ingiuriosa verso dio .....perchè noi gli dobbiamo non soltanto un culto privato , ma anche un culto sociale e onori pubblici

dalla lettera i vescovi francesi sul movimento Sillon 25 agosto 1910
“il nostro venerato predecessore ha insegnato che la democrazia cristiana deve mantenere la diversità delle classi che è certamente la caratteristica della città bene ordinata....Egli ha anche riprovato quel tipo di democrazia che arriva a tal grado di perversità da attribuire nella società la sovranità al popolo ed a proporsi il fine della soppressione del livellamento delle classi......non si edificherà la società se la chiesa non getta le basi e ne dirige i lavori,no la civiltà non è più da inventare....è stata ed è la civiltà cristiana. è la civiltà cattolica”
“la chiesa non ha da sbarazzarsi del suo passato, le basta riprendere dalla restaurazione sociale gli organismi spezzati dalla rivoluzione e adattarli.....perchè i veri amici del popolo non sono nè rivoluzionari nè novatori, ma tradizionalisti “.

Arriviamo a Pio XI enciclica “Quas Primas” 11 dicembre 1925
“la peste dell'età nostra è il così detto laicismo, coi suoi errori e i suoi empi incentivi.....Invero si cominciò a negare l'impero di Cristo su tutte le genti: si negò alla Chiesa il diritto.....di ammaestrare le genti ei dare leggi di governare i popoli per condurli alla eterna felicità. E a poco a poco la religione cristiana fu uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata al livello di queste quindi la si sottomise alla potestà civile “.

dal discorso ai Domenicani 10 marzo 1931
“...é meglio dire servire la Chiesa che servire Nostro Signore Gesù Cristo.....si dice cattolici va bene ma non clericali. Ecco questi altri illusi”.

Dal discorso ai sindacati cristiani francesi 18 settembre 1938
“Si dice un po' dappertutto : tutto deve essere dello stato ed ecco lo stato totalitario, come lo si chiama........ma ci sarebbe una usurpazione , perchè se c'è un regime totalitario , totalitario di fatto e di diritto, è il regime della Chiesa, perchè l'uomo appartiene totalmente alla Chiesa.......allora la Chi
esa ha veramente il diritto e il dovere di reclamare la totalità del suo potere sugli individui ...”

Discorso all'Università Cattolica 13 febbraio 1929
“E forse ci voleva anche un uomo come quello che la provvidenza ci ha fatto incontrare , un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale per la quale ...tutte quelle leggi erano feticci...intangibili.......è con pazienza che siamo riusciti a concludere un concordato che è certo tra i migliori”.

Dall'enciclica “Ubi arcano” 23 dicembre 1922
“il fascismo si dice e vuole essere cattolico, orbene per essere cattolici.....non c'è che un mezzo....ubbidire alla Chiesa

Dall'enciclica “Non abbiamo bisogno” 29 giugno 1931
“tessera e giuramento sono per moltissimi condizione per la carriera per il pane per la vita...abbiamo cercato un mezzo che ridoni tranquillità alla coscienze..e ci sembra possa essere per i tesserati fare essi davanti a dio la riserva “salve le leggi di dio e della chiesa...col fermo proposito di fare anche esternamente tale riserva quando ne venisse il bisogno”.

(il regime fascista non sopportava la concorrenza dell'Azione Cattolica e di conseguenza il Papa lo accusò di ingratitudine, dato che)..”un partito e un regime che a giudizio del mondo intiero trasse dagli amichevoli rapporti con la Santa Sede in paese e fuori un aumento di prestigio e di credito che ad alcuni parvero eccessivi”

Discorso alle infermiere cattoliche 27 agosto 1935
“il pensiero della guerra fa fremere......ma in Italia si dice che si tratterebbe di una guerra giusta....per assicurare le frontiere, un a guerra divenuta necessaria per la espansione di una popolazione che aumenta di giorno in giorno per assicurare la sicurezza materiale di un paese, una tale guerra si giustificherebbe da sola....è vero però che...abbiamo bisogno di riflettervi e ..auguriamo che tutto si possa risolvere con altri mezzi”.

Dall'enciclica “Mit brennender Sorge 14 marzo 1937
(il papa polemizza con la politica nazista che ostacola le scuole confessionali) ...”Quello a cui ci opponiamo...è la separazione fra le finalità educative da quelle religiose. Perciò noi diciamo a questa gioventù (Hitler Junge) cantate i vostri inni di libertà (sic!!!), ma non dimenticate che la libertà è la libertà dei figli di dio....non è lecita l'infedeltà alla chiesa”.

Dal discorso agli anziani del collegio Propaganda Fide 29 luglio 1938
“Chi colpisce l'Azione Cattolica colpisce il Papa e chi colpisce il Papa muore. E' una verità e la storia dimostra tale verità”

Dall'enciclica “Quadragesimo anno” 15 maggio 1931
“nessuno può essere buon cattolico e vero socialista”
“(gli intellettuali socialisti) proponevano agli operai un principio immaginario : che cioè quanto si produce di reddito....trottane quel tanto che basti a risarcire e riprodurre il capitale, si deve di diritto all'operaio:Questo errore quanto più è lusinghiero,......tanto più è pericoloso”.

Perchè riportare il florilegio delle idee oggi considerate aberranti, erronee, reazionarie sopra elencate? Per convincere la gente della superiorità dell'ateismo ? Se fossero predicate oggi, sì.
Ma queste idee sono state dibattute e superate dal Concilio Vaticano II e quindi dalla chiesa ufficiale.
Cosa che non hanno saputo fare ancora nè gli interpreti dell'Islam, nè larghi strati dell'ebraismo, e questo va riconosciuto alla chiesa cattolica.
Però proprio per questo è opportuno richiamare quelle stesse idee per far capire alla gente dove potrebbe portare la politica dell'attuale pontificato e dell'attuale conferenza episcopale italiana, che mira al ritorno a prima del Vaticano II.
Per la chiesa sarebbe il suicidio.

domenica 26 aprile 2009

Papa Ratzinger sempre più Pio IX e sempre meno Benedetto


Papa Ratzinger ha iniziato il suo quinto anno di pontificato.
Molti cattolici si erano illusi che il giovane teologo progressista del Vaticano II diventato poi l'arcigno capo del Sant'Uffizio e il punto di riferimento di conservatori e tradizionali una volta diventato papa avrebbe trovato nell'ispirazione dei suoi anni giovanili la visione necessaria per far riprendere alla chiesa il dialogo col mondo moderno facendola uscire da quella situazione di inincidenza che di fatto ne ha quasi cancellato la presenza al di là delle Alpi.
Non solo non è stato così, ma si sono evidenziati due fatti che hanno ulteriormente peggiorata l'immagine e la linea di questo papato.
La prima è stato il comparire sempre più evidente della sua incapacità di governo su una curia che con incredibile cinismo lo sta trascinando in una serie di clamorose gaffes (elencate nel post del 20 marzo) che sembrano non avere fine.
Ultimissima per onore di cronaca quella di fare coincidere la sua prima visita in Israele-Palestina con la data della “fitna” cioè della data nella quale i palestinesi ricordano quella che chiamano la catastrofe cioè l'occupazione israeliana della loro terra.
Non occorre essere vaticanisti per aver capito che i suoi collaboratori o sono totalmente incompetenti, o stanno lavorando per minare la sua immagine.
La seconda è stata la determinazione sempre più evidente del Vaticano nel suo insieme di fare dell'Italia, ultimo paese cattolico dell'Occidente ,il baluardo da difendere coi denti e con qualsiasi mezzo, approfittando della nostra arretratezza culturale e della particolare debolezza della nostra classe dirigente e politica in particolare, baluardo da difendere tradotto in italiano significa fare una serie di crociate per difendere privilegi (soldi) e presunti diritti di proclamare il proprio monopolio sulla morale che deve ispirare anche le leggi dello stato (potere).
Ne consegue che una linea conservatrice e tradizionalista sta assumendo toni apertamente reazionari.
Nessuno lo nomina anche perchè pochi lo conoscono, ma l'ideologia politica alla quale si ispira il Vaticano oggi è sempre di più quella di Joseph De Maistre (l'ideologo della controrivoluzione dopo la rivoluzione francese, che teorizzò tra l'altro il primato papale sulla politica).
Questo papato è erroneamente impegnato in una battaglia persa in partenza e come tale di retroguardia, la battaglia frontale contro la modernità ispirata alle idee dell'illuminismo.
Questa battaglia è già stata fatta quasi un secolo e mezzo fa da Pio IX ( il Sillabo contro tutte le idee della modernità è del 1864) e da lui è stata persa, anche entro la chiesa cattolica che con il Concilio Vaticano II ha contraddetto Pio IX su tutta la linea.

Ma chi era Pio IX?
I nostri manuali scolastici lo riportano fra i personaggi di spicco del Risorgimento autori del famoso 1848, l'anno di una quasi rivoluzione liberale e Pio IX eletto nel '46 ,che concesse una delle prime costituzioni passò alla storia come un liberale anche lui, ma povero lui la successiva repubblica romana di Mazzini e la presa di Porta Pia lo misero talmente a dura prova da farlo diventare un perfetto reazionario.
Invece di fare un riassuntino delle idee di Pio IX mi sembra più utile riportare un florilegio dei suoi scritti, che sono talmente reazionari da sembrare inverosimili, per un contemporaneo di Cavour,Garibaldi etc.
Però, però attenzione.
La Chiesa cattolica saggiamente queste idee le ha superate con i decreti del concilio Vaticano II, ma questo papa e quello precedente il Vaticano II lo hanno fatto a pezzi, per andare dove?
Ovviamente per tornare indietro.
L'indietro nella reazione alla modernità è Pio IX e le sue idee.
E' quindi utile sapere dove si può finire se si innesta la marcia indietro su questi temi.

Sul suffragio universale
“benedico i governanti della Francia allo scopo di vederli occupati ancora nel difficile impegno di togliere , se sia possibile, o almeno di attenuare una piaga orrenda che affligge la umana società, e che chiamasi suffragio universale.......piaga distruttrice dell'ordine sociale e che dovrebbe essere giustamente chiamata menzogna universale”.
(discorso ai pellegrini francesi 5 maggio 1874)

interferenze della Chiesa nello stato
Dopo avere criticato “il funestissimo errore del comunismo e del socialismo” Pio IX condanna “tutte le prave opinioni e dottrine dei novatori che sostenendo la supremazia dello stato sulla chiesa anche intorno alle cose che appartengono all'ordine esteriore e non si vergognano affatto di affermare che alla chiesa non compete il diritto di raffrenare con pene temporali i violatori delle sue leggi”.
(Enciclica Quanta Cura 8 dicembre 1864)

La citata enciclica Quanta Cura contiene in appendice il Sillabo che porta il titolo : “dei principali errori dell'età nostra ,che sono annotati nelle Encicliche etc del nostro....papa Pio IX”
Ecco alcuni di questi errori :

errore n° 3 : la ragione umana è l'unico arbitro del vero e del falso.....
errore n.°4 :...la ragione umana è la prima norma per per mezzo di cui l'uomo può e deve conseguire cognizione di tutte quante le verità...
errore n° 6 : ..le profezie e i miracoli narrati nelle scritture sono invenzioni di poeti.....i libri (dei Testamenti) contengono miti....
errore n° 14 : la filosofia si deve trattare senza avere riguardo alcuno della rivelazione soprannaturale
errore n° 15 : ciascun uomo è libero di abbracciare e professare quella religione che con la scorta del lume della ragione avrà reputato essere vera
errore n° 17 : almeno si deve ben sperare della eterna salvezza di tutti coloro che non sono nella vera chiesa di Cristo
errore 19° : tocca alla potestà civile definire quali siano i diritti della chiesa e i limiti tra i quali possa esercitare i detti diritti
errore 24° : la chiesa non ha potestà di usare la forza,nè alcuna temporale potestà diretta o indiretta
errore 42° : nella collisione delle leggi dell'una e dell'altra potestà deve prevalere il diritto civile
errore 45° :l'intero regolamento delle scuole pubbliche ....può e deve essere attribuito all'autorità civile....in modo tale che non si riconosca in nessun'altra autorità il diritto di intromettersi nella disciplina delle scuole
errore 57 °: la scienza delle cose filosofiche ed anche le leggi civili possono e debbono prescindere dell'autorità ecclesiastica
errore 76°: l'abolizione del potere temporale che la sede apostolica possiede gioverebbe moltissimo alla libertà e prosperità della chiesa
errore 77°: in questa nostra età non conviene più che la religione cattolica si ritenga come l'unica religione dello stato,esclusi tutti gli altri culti
errore 79°: è falso che la facoltà concessa a tutti di manifestare qualunque opinione e qualunque pensiero conduca a corrompere più facilmente i costumi e gli animi
errore 80°:il pontefice può riconciliarsi col progresso, col liberalismo,con la moderna civiltà

Per chi desiderasse leggersi tutto il testo ecco il link :
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/papi802.htm
Tra parentesi il sito del Vaticano si ferma più o meno furbescamente alle encicliche del successore di Pio IX che è Leone XIII e quindi non riporta i testi di Pio IX.
E' un peccato che i cattolici italiani ,ma anche i laici, per la quasi totalità non conoscano questi testi, se li conoscessero tra l'altro impedirebbero alla gerarchia ecclesiastica con codazzo giornalistico allineato ed atei devoti di continuare a ripetere la clamorosa panzana che la chiesa non si è mai contraddetta, che il Concilio Vaticano II era in perfetta continuità con la tradizione etc. etc.
Ho qui proposto la lettura del Pio IX pensiero, perchè è particolarmente scioccante, ma tornerò presto sull'argomento per dare documentazione del pensiero dei successori di Pio IX sul piano della lotta alla modernità per chiarire le idee su cosa voglia dire tornare indietro dal Vaticano II.

venerdì 20 marzo 2009

Impeach the Pope? dimissionare il Papa?

La serie degli infortuni nei quali è incorso il papa è talmente fitta da essere diventata imbarazzante per un personaggio di tale rango che per di più in Italia è sovraesposto mediaticamente.
É inevitabile chiedersi quanto ci ha messo di suo e quanto invece c'entrano le trame della Curia per fargli fare figuracce.
In entrambi i casi però il personaggio ne esce molto male.
Alcuni vaticanisti sostengono che per chi lo conosce veramente la cosa non sorprende perchè Ratzinger sarebbe del tutto incapace di occuparsi direttamente di cose che esulano dai suoi interessi di studio ai quali dedica almeno mezza giornata, lasciando solo l'altra metà al governo della Chiesa che però consisterebbe solo nell'approvare quanto proposto dai capi dei dicasteri di curia.
Ne deriverebbe che la curia e la chiesa sarebbero sgovernate, da qui la serie degli infortuni che sarebbero quindi dovuti più che a un suo radicalismo conservatore ,dal fatto che le questioni sulle quali interviene non le ha esaminate direttamente.
Qualche collaboratore più o meno di alto rango sarà incapace o inadatto al ruolo, qualcun altro si muoverà volutamente per fargli fare figuracce seguendo trame di palazzo, non dimentichiamoci ,che ci troviamo in uno dei pochi regimi rimasti al mondo di monarchia assoluta, dove queste cose accadono normalmente.
Ma allora se il personaggio non ha capacità di governo, perchè ha accettato ed a quanto pare ha cercato la carica ,a questo punto si può dire ,offertagli a suo tempo con decisione infelice e poco ponderata dal sacro collegio?
Il momento è delicato e lo stesso Ratzinger lo sa, prova ne sia il famoso discorso pervaso di cupo pessimismo sulla barca di Pietro in balia delle onde che ha fatto da Cardinale appena prima del Conclave che lo ha eletto.
Ratzinger sa benissimo che nei paesi che contano la chiesa cattolica non ha più peso, è in una situazione di ininfluenza, di irrilevanza.
Però quello che sta combinando col suo pontificato ormai porta l'istituzione dalla ininfluenza al rischio del ridicolo.
Gli infortuni, chiamiamoli così, vediamo di ricordarli :

1)sono cominciati a Regensburg, quando ignorando il fatto di non essere in un salotto di intellettuali a porte chiuse, ma di essere sotto i riflettori di tutto il mondo ha fatto una infelicissima citazione secondo la quale l'Islam sarebbe per sua natura fomentatore di guerra mandando a monte così il lavoro della commissione di dialogo aperta con l'Islam (poi per rimediare entrò addirittura per la prima volta a pregare in una moschea in Turchia).
2)dopo Regensburg, Auschwizt quando si recò in visita la famoso lager e minimizzò in modo assurdo le responsabilità dei cattolici e del popolo tedesco di allora imputando le responsabilità del nazismo a pochi pazzi isolati, sapendo benissimo che gli storici hanno dimostrato il contrario.
3)poi la vicenda della messa in latino fatta passare quasi per il permesso di riproporre forme liturgiche estetiche desuete a favore di fedeli sentimentali e legati al tempo che fù, quando invece si capì dopo che era un passo concordato con i lefebriani per il loro ritorno all'ovile creando comunque uno strappo con l'eredità del Concilio Vaticano II.
4)quindi l'incredibile vicenda dell'oremus per la conversione degli ebrei che mandò a monte la stessa credibilità di chi trattava per il dialogo con gli ebrei e contraddiceva palesemente le posizioni assunte dal Concilio Vaticano in materia.
5)poi la prefazione indecentemente laudativa per un papa a un modesto libro di un ancora più modesto studioso come Marcello Pera con la quale se presa alla lettera si sarebbe chiusa per sempre la porta al dialogo con le altre religioni annullando decenni di lavoro.
6)venne poi l'impuntatura sulla lapide che cita Pio XII come uno che non fece nulla per evitare l'olocausto degli ebrei posta in Israele nello Yad Vashem, insistendo a difendere l'indifendibile.
7)l'annullamento della scomunica ai vescovi lefebriani compreso il negazionista Richard Williamson, mentre veniva preparato il viaggio del papa in Israele.
8)la progettata nomina a Vescovo ausiliare di Linz di Gherard Wagner, prelato ultraconservatore,che ha suscitato l'aperta rivolta di migliaia di fedeli che hanno chiesto addirittura le dimissioni del papa, hanno fatto intervenire duramente la conferenza episcopale austriaca ed hanno fatto fare marcia indietro al Vaticano.
9)la incomprensibile durezza con la quale si è dichiarato che il tema dell'ordinazione delle donne non è nemmeno aperto a una discussione, argomento questo che in Italia è passato sotto silenzio ma che ha suscitato forti reazioni negli altri paesi.
10)ed infine l'ultima affermazione secondo la quale il preservativo non solo non serve, ma addirittura peggiora la situazione con reazioni ufficiali di governi e organizzazioni internazionali, tanto per cambiare esclusa l'Italia.
Chissà perchè queste esternazioni è andato furbescamente a farle nell'Africa più mal ridotta e non le ha fatte quando ha visitato il cristiano ed emergente Brasile, nel quel si è praticata una ben più vasta e riuscita campagna di alfabetizzazione sessuale con larga distribuzione di preservativi.

Si noti che a commento di questo ultimo episodio uno dei più importanti e prestigiosi giornali internazionali il Washington Post del 19 marzo ha pubblicato un articolo dal titolo :”costringere il papa alle dimissioni”giudicandolo indegno della carica e fautore di dottrine immorali.
In Francia un sondaggio di opinione pubblicato dal Figaro segnala che l'approvazione di Papa Ratzinger presso i cattolici di quel paese è scesa in soli sei mesi (dal suo viaggio in Francia nel settembre 2008)dall'81% al 29%.
E' inutile nascondere il fatto che a questo punto il trono traballa.
Non basteranno bagni di folle africane a oscurare i problemi sul tappeto, tanto più che questo uomo proprio se le va a cercare, pensate quale magnifico scenario per un altra clamorosa gaffe sarà il prossimo viaggio in Israele, dove i giornali locali riferiscono che non hanno ancora capito cosa ci andrà a fare il papa da loro nel momento meno adatto.
Si noti un'altra cosa, che in Vaticano e in Italia ad ognuno degli infortuni sopra citati gli organi di stampa clericali e simpatizzanti si sono esercitati in penose difese arrampicandosi sui vetri per dimostrare che due più due fa cinque, ma in ognuno dei casi citati il papa o si è scusato o si è contraddetto, confermando così che le cavolate erano realmente cavolate.
Con questo però si è dimostrato anche un'altro assunto importante e cioè che criticare pubblicamente il papa quando dice cose sbagliate o inopportune è altamente utile per migliorare l'immagine della chiesa e questa purtroppo è un'idea,che è evidente ma che in Italia non passa ancora.
Il papa si corregge, il papa a volte addirittura chiede scusa, a volte scarica sui collaboratori e va bene.
Però sta diventando imbarazzante la velocità e l'indifferenza con le quali in Vaticano fanno il giro di valzer.
E questo a mio parere è l'aspetto più preoccupante : la prontezza con la quale si passa da una posizione all'altra, da parte di chi si era presentato come il nemico numero uno del relativismo, perchè allora viene il sospetto, ci crede in quello che si dice o si parla solo per far politica,non per fare chiesa?
Dopo l'ultimo infortunio sui lefebrani il papa ha scritto ai vescovi del mondo una lettera che avrebbe potuto essere tranquillamente firmata da Martini o da Mancuso, cioè dagli esponenti del pensiero teologico opposto al suo.
Ma non basta perchè questo non è un episodio isolato se si è fatto caso che uno dei principali esponenti della gerarchia dell'ala più conservatrice l'aulico Fisichella ha scritto sull'Osservatore romano una feroce sconfessione del vescovo brasiliano, che ha scomunicato quella povera bambina che ha abortito il figlio della violenza praticatole dal patrigno, sconfessione che ancora avrebbe potuto essere firmata da Martini o da Mancuso cioè da chi da sempre pratica la teologia opposta alla sua.
Ed allora ancora si ripropone la domanda, ma questa gerarchia cattolica è formata da sacerdoti seguaci del Gesù che predicava il discorso della montagna e soffriva dei problemi degli altri o da scaltri politicanti preoccupati di altro?
Questa gente ha un minimo di rispetto per i fedeli che in buona fede credono di vedere in loro i seguaci di Gesù?
Questi signori sono gli stessi che pochi giorni fa davano dell'assassino o permettevano che uomini di chiesa dessero dell'assassino a Peppino Englaro.
Non avete notato che sul fronte opposto anche se sarebbe stato facilissimo snocciolare le cifre per dimostrare quanto è poco responsabile l'affermazione del papa sull'efficacia dei preservativi,però nessuno gli ha dato dell'assassino per i morti di Aids che una tale affermazione può provocare?
Perchè? Perchè nel camapo laico colto e non sgradevolmente anticlericale alla Odifreddi si continua giustamente ad avere rispetto per quello che di buono ha dato e può ancora dare la cultura cattolica.
In questo campo è realisticamente chiaro che l'Italiano medio di oggi se non avesse per riferimento la chiesa nel suo pluralismo, non si volgerebbe a Seneca,Platone o alla scienza, ma al nullismo culturale della televisione.

lunedì 2 marzo 2009

Questa è una restaurazione anacronistica del Sinedrio, questa Chiesa non ha conservato che una relazione sbiadita con Gesù Cristo.






E' singolare e degno dei tempi che solo quando il Vaticano ha misurato il suo Papa regnante non sulla base della sua statura morale, ma con i metodi dell''audience come si misura il successo o l'insuccesso dei personaggi del teatrino televisivo, ci si è accorti che l'audience di Papa Ratzinger è in forte calo e quindi si è perfidamente dedotto che questa gestione della Chiesa non va tanto bene.
Forse anche questa trovata è stata pubblicata per portare avanti una delle tante manovre del potere di corte che sono la vita quotidiana di quella anacronistica e perversa istituzione che è la curia romana.
Se qualcuno si ricorda ancora dei Vangeli lo sfido a trovare in essi qualcosa che somigli al governo attuale della Chiesa che non sia il Sinedrio, l'istituzione di governo della casta sacerdotale giudaica.
Che relazione c'è con Gesù Cristo ebreo di Galilea?
Voglio sperare che anche i cattolici più dormienti e inattivi della cattolicità che sono gli italiani, comincino a porsi questa domanda.
Solo un mese fa migliaia di cattolici austriaci hanno lasciato pubblicamente la chiesa in polemica con l'attuale gestione, e il loro segnale di esistenza vigile e attiva ha convinto il vaticano a ripensare cassandola la nomina di un ennesimo vescovo che aveva come uniche credenziali quelle di essere un ultraconservatore.
I cattolici di Boston hanno costretto il Vaticano a cacciare il loro cardinale arcivescovo che non si era accorto del disastro operato dai preti pedofili della sua diocesi, facendo cortei quotidiani con cartelli espliciti davanti all'arcivescovado fino a quando il Vaticano ha dovuto cedere.
E' inutile dilungarsi in elenchi di casi del genere, chi vuole documentarsi lo può fare facilmente consultando il web.
Intanto i teologi che intonano un coro diverso dal solito “viva la madre superiora!” vengono processati secondo le regole canoniche che si sono aggiornate dai tempi dell'Inquisizione solo nel fatto che non prevedono più i tiri di corda, ma non che il presunto eretico possa discutere le sue tesi in dibattiti pubblici coi referenti vaticani, come ai tempi di Galileo, il Vaticano ritiene che non ci sia nulla da discutere, chi la pensa diversamente ha solo una cosa da fare : abiurare alla propria intelligenza.
Peccato perchè questa gestione sta praticando l'eutanasia della chiesa.
Siamo abituati a conoscere una chiesa che si muove con passo anche troppo felpato e misurato e quindi non abbiamo potuto che rilevare con meraviglia gli atteggiamenti sbracati da estremisti politici che la chiesa istituzionale italiana ha usato per prendere posizione sul caso Eluana Englaro.
Questa dirigenza clericale evidentemente sa anche troppo bene quello che i così detti fedeli pro tempore per lo più ignorano e cioè che la chiesa nel resto del mondo si è già da tempo condannata all'irrilevanza e che quindi in Italia si stanno giocando la permanenza o meno delle loro poltrone di velluto. Vivere nelle curie non ha mai fatto schifo a nessuno, tanto fuori ci sono i soliti pretacci senza stracci rossi addosso,che si dannano a tenete a galla la barca e non si sa dove vadano a prendere la carica per resistere.
Il Papa fa sempre meno audience e non si capisce perchè dovrebbe farne.
Provatevi ad annotare in una settimana qualunque gli interventi papali che i telegiornali riportano quotidianamente (solo ed esclusivamente in Vaticano e in Italia).
Io ci ho provato e ne ho tratto questa deduzione.
Queste cose a volte,forse la maggior parte delle volte sono pure banalità, a volte raggiungono il livello di saggezza delle esternazioni della vecchia zia di famiglia.
Ma allora non basterebbe ascoltare la zia, mi domando, perchè la gente si illude che sotto a quella finestra di Piazza San Pietro si ascolti un'autorità morale di riferimento , se quello che dice lo dice anche la zia, che magari lo dice anche prima e magari dimostra nelle azioni quotidiane anche più coerenza con quello che dice?
Ognuno faccia le sue deduzioni, come crede.
Ognuno è liberissimo di pensarla di destra, di sinistra o trasversale,ognuno però è vincolato al rispetto della logica ed allora quando apparirà la annunciata lettera enciclica di Papa Ratzinger sulle questioni sociali l'economia e la finanza, nessuno si aspetterà nulla che abbia neanche la più vaga relazione col discorso della montagna (Mt. 5,1-7,28) da un papa che veste Prada.
Il cattolico italiano medio quando va all'edicola a comprarsi il giornale (e speriamo che ci vada e non si affidi ai soli telegiornali) a meno che non sia picchiatello non chiede all'edicolante di spiegargli il Giornale o Repubblica, evidentemente perchè presume di avere speso quindici o vent'anni di scuola per essere in grado di leggere il giornale facendosi un'idea propria di cosa passa per il mondo.
Ma volete dirmi allora perchè quando va in chiesa alla domenica ci va per farsi “spiegare il Vangelo” dal prete di turno che gli ripropone la solita minestra riscaldata, che se non va a dormicchiare ha già sentito ripetere chissà quante volte ?
Non sarebbe forse più produttivo se facesse lo sforzo di leggersi e addirittura studiarsi la materia, come farebbe se per ragioni di lavoro si dovesse occupare di qualsiasi problema appunto inerente alla sua professione?
Se i fedeli pro tempore imparassero a comportarsi così i pastori di turno sarebbero costretti ad essere all'altezza delle loro richieste, diversamente se ne andrebbero i fedeli (come è già accaduto nel resto d'Europa ) oppure la chiesa istituzionale sarebbe costretta a ricostruirsi in modo adeguato.
Ma restiamo in tema di logica e di coerenza.
Gli scomposti starnazzi con i quali si è esibita la chiesa istituzionale sul caso Englaro hanno evidenziato che allontanarsi dalla logica è sempre altamente pericoloso, perchè prima o poi la gente se ne accorge.
Forse è per questo che questa chiesa interessata solo alla politica si comporta alla stregua dei mediocrissimi politici che sgovernano oggi il paese sia dalla maggioranza che dalla opposizione e approfittano di fatti di grande impatto emotivo strumentalizzandoli per far passare provvedimenti di potere a loro favorevoli.
Quanti cardinali hanno strumentalizzato questo caso pietoso approfittando del disorientamento e del turbamento della gente informata malamente sugli aspetti scientifici del caso e sentimentalmente scossa per propinare pedissequamente l'insensato ordine di scuderia del Vaticano : l'alimentazione forzata non è terapia ma mangiare e bere.
Sulla sostanza del discorso si è già detto nei post del 27 febbraio 09 e del 18 novembre 08, qui ripropongo il tema per sottolineare la elementare carenza di logica nel ragionamento.
Infatti questi novelli e non molto prudenti Aiatollah hanno trascurato la elementare facoltà di ragionamento dei fedeli.
I miei insegnati di liceo ci dicevano che la maturità intellettuale si rileva dalla capacità di fare relazioni fra i ragionamenti.
Benissimo ed allora come mai questi gerarchi fuori dal mondo non hanno pensato che fra i soldati semplici delle loro truppe sono rimasti nelle mille parrocchie d'Italia molti giovani volontari e pretacci che si occupano quotidianamente di raccogliere e mandare aiuti ai poveri del terzo mondo, dove ogni giorno muoiono 18.000 bambini di fame e di sete, secondo le statistiche più prudenti ? Questi gerarchi non sono stati sfiorati dall'idea che il loro farisaico starnazzare sul magiare e bere di una morta vivente era colto dagli addetti ai lavori della fame nel mondo come assurdamente sproporzionato e completamente fuori tema rispetto alla realtà?
Non li avrà sfiorati l'idea che le loro stesse truppe avranno giudicato con severità come estremamente sgradevole la loro ignoranza dei problemi quotidiani del mondo, per i quali non sembra si straccino le vesti o che aprano il portafoglio in modo proporzionato?
Non avranno proprio dedotto le medesime truppe che lo starnazzamento del quale stiamo parlando era solo un modo per sfruttare il turbamento emotivo della gente per fare passare a tambur battente decreti legge da questo governo su velina del Vaticano in modo da poter ripetere il giochetto quante più volte possibile, una volta che si è creato il precedente e che la fame e la sete proprio non c'entrassero nulla e che invece si trattasse di inseguire il puro fascino del potere?
Ancora ripeto che chi ha conservato qualche frequentazione coi Vangeli può facilmente verificare quanto Gesù fosse distante da qualsiasi interesse per il potere e dalle imposizione dei precetti per legge.

martedì 2 dicembre 2008

Gramsci si è convertito? Ma anche se fosse vero che importanza ha?


I giornali ci hanno informato che un anziano monsignore della curia vaticana in pensione impegnato ad organizzare una specie di festival dei santini ha dichiarato di avere saputo da una suora che Gramsci in punto di morte si sarebbe convertito.
Anche i monsignori vaticani sono liberi di dire quello che vogliono daccordo, ma Gramsci ,andato completamente fuori moda in questa grigia e aculturale era berlusconiana, meriterebbe di essere citato almeno da chi ha letto qualche pagina dei suoi scritti.
E' anche vero che la sortita del monsignore non avrà entusiasmato probabilmente il Vaticano che per le conversioni dei Vip comunica solitamente attraverso a un culturalmente più attrezzato Mons.Fisichella, ma la cosa non risulta ugualmente meno squallida.
La sorte è stata feroce con questo che rimane il maggiore o comunque uno dei più determinanti intellettuali del 900 italiano.
E' stata feroce perchè come è noto oltre che perseguitato e tenuto in carcere mezza vita dal fascismo, la sorte di Gramsci è stata ignorata dai suoi compagni che avrebbero potuto aiutarlo e non l'hanno fatto, Togliatti in testa.
Non parliamo poi dell'oggi, cioè dalla grigissima classe dirigente della sinistra che lo ignora o lo ha già ripudiato come padre culturale non riconoscendo come sua la storia del comunismo ma forse nemmeno quella del socialismo o del movimento operaio.
Gramsci che si converte o no è una questione che può essere risolta solo dagli storici secondo se troveranno o meno documenti attendibili e gli storici hanno reagito alle esternazioni del monsignore dicendo che agli atti non c'è nulla che possa sostenere la sua affermazione.
Ma quand'anche avesse consapevolmente accettato le profferte di preti e suore in punto di morte, tutta la sua costruzione culturale testimonia che Gramsci è stato altro, è stato un eminente intellettuale che ha superato la dimensione cattolica romana.
Purtroppo la gerarchia cattolica in Italia che flirta da anni con la peggiore politica è animata da decenni non da spirito di dialogo con le altre componenti culturali ma da supponente arroganza per cui per chi non segue la dottrina cattolica nella loro interpretazione è prevista solo la possibiltà di conversione.
L'idea che intellettuali di altra cultura abbiano individuato vie magari più alte di interpretazione della realtà non li tocca né li turba granitici come sono nel loro fondamentalismo.
La lezione culturale di Gramsci trova la sua grandezza proprio anche nella fedeltà alla testimonianza di chi ha fortemente creduto nella possibilità del miglioramento delle condizioni umane senza necessità di appoggiarsi a rivelazioni o altre mitologie exrtraterrene.
Testimonianza messa a ben dura prova da circostanze pesantissime.
Si pensi che secondo alcuni storici ,come se non fosse bastata la persecuzione del fascismo ,quella che avrebbe dovuto essere la sua parte avrebbe interferito nella sua vita addirittura con la moglie russa ,ritenuta agente del KGB.
Gramsci credeva fortemente nella bontà del comunismo ma non era un fanatico.
Oggi dopo la caduta del muro e del comunismo sovietico la fede nel comunismo come si era realizzato allora nell'Unione Sovietica, appare nei limiti obiettivi di un'esperienza storica fallita, ma forse ancora di più perchè la causa era persa nella realizzazione storica avuta allora, risulta ancora più evidente la grandezza della sensibilità umana dello scrittore ad esempio delle lettere dal carcere.
Si pensi alla delicatezza ma anche alla forza d'animo con i quali si è rivolto per anni alla vecchia madre ed al figlio bambino.
Cosa poteva offrire loro dal carcere se non la semplice grandezza della sua umanità?
Chi come Gramsci ha regalato alla sua specie un sourplus di umanità non è servito a nulla se non era battezzato e morto con la benedizione di un prete?
Per fortuna loro e nostra anche nella chiesa italiana c'è chi la pensa molto diversamente da questo squallore culturale, ma non ha abbastanza voce perchè i media di regime non gradiscono o magari anche perchè chi la pensa diversamente non ha abbastanza coraggio per farsi sentire.
Ma al di la' della statura morale ed umana del personaggio, è la teoria politica di Gramsci che la storia sta dichiarando vincente.
Il monsignore probabilmente non è un cultore di dottrine politiche, ma uno dei suoi capi è un fine intenditore di queste cose.
Il Card. Ruini che ha retto la Conferenza Episcopale italiana per un lunghissimo periodo con idee molto chiare e mano ferma, ha dimostrato di essere un gramsciano puro.
Egli ha infatto profuso tutta la sua autorità e i sovrabbondanti mezzi dell'8 per mille nel perseguire la dottina politica gramsciana che così si potrebbe volgarmente riassumere: non cercare il potere direttamente, ma egeminizza prima la cultura e la società per gestire il vero potere.
Gramsci avrebbe ovviamente preferito avere come allievi quelli che sarebero stati i suoi nipotini naturali, gli ex PCI.
Questi purtroppo non hanno capito la lungimiranza del suo pensiero e si sono attardati a gestire appalti e seggi finendo nell'irrilevanza ai fini del potere, proprio come la teoria prevedeva.
Ruini aveva un disegno che da moderato è diventato strada facendo reazionario tout cour, ma lui Gramsci lo aveva studiato bene e diabolicamente applicato con risultati haimè efficacissimi al fine della conquista del potere.