mercoledì 20 marzo 2013

Un governo a tempo per restaurare la legalità ferita dalla lunga connivenza col berlusconismo




C’è un problema prioritario di dignità da riconquistare.
Sembrava che il serio bocconiano Monti potesse essere l’uomo giusto  per farlo,ma non lo è stato perché non poteva esserlo.
Come avrebbe potuto ristabilire la legalità reggendosi sui voti dei berlusconiani ,che la avevano violata in continuazione e delle finte opposizioni PD ecc che non hanno mai realmente stoppato il berlusconismo, perché avevano trovato conveniente stipulare con lui continui patti spartitori, vedasi per ultima la vicenda del Monte Paschi.
Ristabilire la legalità  significa in poche parole abrogare tutte le leggi ad personam e ad aziendam fatte passare dal berlusconismo.
C’è stato per vent’anni in Italia un cittadino più uguale degli altri, che non era nemmeno eleggibile in quanto gestore di aziende concessionarie di servizi pubblici, ma che ha fatto il presidente del consiglio; che non poteva ricoprire cariche politiche in un paese civile perché  aveva in mano tutti canali televisivi del paese meno uno e quindi poteva fare disinformazione e indottrinamento quotidiani a difesa dei suoi interessi privati; che ha affrontato una sequela di processi in condizioni di disparità assoluta a confronto dei comuni cittadini, perché era in grado addirittura di adattare il codice penale e di procedura penale alle sue convenienze facendo sparire ad esempio il reato di falso in bilancio e aumentando a dismisura i termini di prescrizione eccetera, eccetera.
Quindi prima di tutto un governo responsabile deve abrogare tutte le leggi che hanno contraddetto l’articolo 1 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza e la uguale dignità di tutti i cittadini di fronte alla legge, perché negli ultimi vent’anni l’Italia è stata una signoria non una repubblica.
Una signoria di potentati (banche, industriali senza manifatture, ma gestori di servizi pubblici, preti e prelati che non si vergognavano della parte in commedia) intrecciati fra di loro da interessi privati senza bisogno di farsi rappresentare da nessun gran maestro, perché l’apparato dei poteri era diventato tutto una immensa P2.
E quindi devono rendere conto tutti coloro che sono stati attivi conniventi con questa signoria, a cominciare prima di tutto dalla casta dei politici professionisti  a vita, buoni per tutte le stagioni e portatori di tutte le casacche, che avevano un compito solo, evitare di governare perché il potere reale era trasferito altrove e infatti per vent’anni non hanno governato.
Dire oggi tutti a casa (salvo rendere conto alla magistratura dove  questa riesce ad arrivare) a tutta questa brava gente è proprio un trattamento generoso per chi ha condotto il paese allo sfascio.
Bene fa quindi Grillo a chiarire ai suoi numerosi neo parlamentari che non è moralmente accettabile dare la fiducia a chi si è reso responsabile del disastro.
Grillo però sa anche che prima di tornare alle elezioni è indispensabile appunto trovare una soluzione tecnicamente accettabile per fare passare alcune leggi non rinviabili come quelle sopra accennate, accompagnate da una legge anticorruzione, che ristabilisca un trattamento premiante per chi della corruzione è stato vittima, incentivando così la denuncia del malaffare.
Irrinviabili, ovviamente, misure di peso in campo economico, a cominciare dal pagamento delle imprese fornitrici dell’apparato pubblico, per tenere in piede una miriade di piccole imprese in gravissima difficoltà e lavori pubblici e nel sociale a manovella per fare lavorare i disoccupati, checché ne pensino gli arroganti bocconiani, che le loro disastrose ricette liberiste le hanno già fatte sperimentare abbastanza.
A Bruxelles e Strasburgo ci deve andare solo qualcuno capace di picchiare i pugni sul tavolo per rimettere tutto in discussione, altrimenti fuori dall’Euro per riconquistare la sovranità finanziaria.
In sintesi le urgenze assolute sono archiviare il berlusconismo e questa versione di Europa, dove come nel berlusconismo, non ci sono partner  in condizioni di parità, ma qualcuno è molto più uguale degli altri.
O ci si riesce o il declino italiano si esprimerà politicamente nel procrastinarsi di un berlusconismo alla disperazione, che giocherà la carta di rappresentare una base, che non ha mai saputo emanciparsi veramente da una cultura politica fascista se pure ovviamente in forme nuove.
E’ sperabile che Grillo non sottovaluti la diabolica capacità di Berlusconi di annusare l’aria e di mettersi alla guida di questa base cripto- fascista, lepenista, populista di destra, che c’è ed  è numerosa e  composta da tutti quelli ai quali sta bene rimanere così, senza cambiare nulla, perché sono convinti di difendere dei loro  privilegi reali o più probabilmente immaginari, che vent’anni di indottrinamento e disinformazione sono riusciti a fare loro percepire come reali.
Grillo, comunque vadano le cose, ha acquisito un merito storico innegabile : è stato il primo politico che in vent’anni di declino è riuscito a convincere  un alto numero di italiani che alzare la testa era possibile, che il sopruso non va subito ma va contrastato e che è possibile farlo.
Ed è riuscito a farlo prima che le strade si riempiano di gente alle quali prudono le mani da tempo

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